Riuso creativo: con IoRicreo è quasi un gioco

Riuso Creativo

Riuso creativo. Nel piccolo, con gesti quotidiani, su oggetti quotidiani, inoccasioni quotidiane. E’ così che agisce IoRicreo, associazione genovese di persone che credono in una nuova cultura contraria allo spreco, meglio un riuso creativo, no? Il presidente Francesco Di Biaso racconta iniziazione e pratiche del riuso creativo.

1) Quando siete nati e qual è la vostra mission?
IoRicreo è un’associazione genovese di promozione sociale nata nel 2007 dall’idea di due studenti universitari genovesi appassionati di ecologia e interessati a condividere le loro conoscenze in ambito di riciclo e riuso creativo. L’obiettivo è promuovere ed incentivare la cultura del riuso creativo: ognuno di noi, con piccoli gesti, può ridurre il proprio impatto ambientale e contribuire a risparmiare risorse preziose.

2) Quanti siete oggi “attivi” e quali sono le vostre iniziative di riuso creativo?
Oltre all’associazione attiva sul territorio abbiamo il sito frequentato giornalmente da migliaia di persone e poi oltre 10.000 seguaci sui social-media, interessati chi in un modo chi nell’altro al riuso creativo. Gli utenti sono i principali protagonisti delle nostre attività, ci possono proporre creazioni e nuovi modi per fare un riuso creativo di oggetti, possono proporre e segnalare attività, eventi e “battaglie sociali” a favore della valorizzazione dell’ambiente, sempre imperniate attorno al riciclo e al riuso creativo.



 

3) Verde, giallo, marrone, bianco e arancione: cosa rappresentano questi colori per voi?
Dal sito si ha accesso ad un eco-sapere globale facilmente consultabile, le idee di riuso creativo di scarti domestici e industriali vengono elaborate, redatte e suddivise – come nella raccolta differenziata – in materiali: plastica, carta e cartone, vetro e lattine, elettronica e umido o non riciclabile. I colori rappresentano un forte e immediato riferimento visivo al riciclo, rendendolo giocoso e di facile consultazione.

4) Realizzate anche complementi di arredo ecologici?
IoRicreo offre servizi di consulenza su riciclo e riuso creativo e in tale contesto si occupa di progettazione e realizzazione di complementi di arredo a partire da materiali di scarto. Abbiamo realizzato camerini di cartone riciclato per So Critical So Fashion, evento organizzato da Terre di Mezzo durante la settimana della moda di Milano. Sempre dal nostro riuso creativo una grossa installazione per la prima inaugurazione del Palazzo Verde Museo della Rumenta, e durante “Fa’ La Cosa Giusta” di Milano abbiamo allestito stand eco-compatibili ed eco-sostenibili.

5) Come si partecipa al vostro progetto IoRicreo?
Ci sono tanti modi per partecipare al nostro progetto di riuso creativo. Si può inviare la propria creazione (4 foto e la descrizione della spiegazione) via mail all’indirizzo [email protected] oppure si può donare in forma anonima o con una banner pubblicitario. Tutto il ricavato viene riutilizzato per progetti sociali di riuso creativo o per le spese del sito web.

6) Quanti sono e chi sono i vostri “seguaci”?
Il nostro target è molto vario e spazia dal bambino che vuole auto costruirsi il giocattolo – è riuso creativo anche quello – al genitore che cerca un modo divertente per insegnare la scienza al figlio. Poi c’è il manager che vuole un prodotto di tendenza per dare valore aggiunto al suo brand, ad esempio. I nostri visitatori sono in maggioranza italiani, ma con una forte componente di austriaci, svizzeri e tedeschi. Certamente il riuso creativo ora è in forte crescita perché è una “buona cura” sia per l’ambiente che per il nostro portafoglio.

7) L’idea di riuso creativo che negli anni più vi ha colpito , tra quelle realizzate o segnalate?
L’idea di riuso creativo che mi ha colpito di più è stato un progetto artistico di un artista newyorchese, Carolina Pino, che, grazie alla collaborazione con IoRicreo, abbiamo trasformato in una vera e propria azione di social business. Il progetto si chiama Shellhouse e sviluppa il riuso creativo per andare incontro all’emergenza freddo, fornendo ai senza fissa dimora delle strutture abitative modulari realizzate in cartone riciclato.

Pubblicato da Marta Abbà il 23 marzo 2014