Rinnovabili 2026-2031: le previsioni Iea su solare, eolico, Cina, India ed Europa

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Per anni la corsa delle rinnovabili è stata raccontata come una battaglia per il clima, sostenuta dal crollo dei costi di pannelli e turbine. Il nuovo rapporto “Renewables 2026” dell’Agenzia internazionale dell’energia (Iea) cambia prospettiva: oggi a spingere solare ed eolico è soprattutto la sicurezza energetica. Le tensioni geopolitiche e le turbolenze sui mercati di gas e petrolio hanno convinto un numero crescente di Paesi a puntare sull’energia pulita per ridurre la dipendenza dai combustibili importati. Il risultato, secondo le proiezioni al 2031, è un’accelerazione senza precedenti, con la Cina saldamente in testa e un’Europa che rischia di perdere terreno per colpa di permessi lenti e reti inadeguate.

Dal clima alla sicurezza: cambia il motore della transizione

Il direttore esecutivo della Iea, Fatih Birol, lo sintetizza così: se un tempo la priorità politica era l’ambiente, oggi «è principalmente la sicurezza energetica a guidare l’espansione delle rinnovabili». Governi, imprese e famiglie scelgono le fonti pulite non solo per ragioni ecologiche, ma come scudo contro la volatilità dei prezzi fossili e il rischio di interruzioni nelle forniture.

I numeri: quasi 4.800 GW in sei anni

Tra il 2026 e il 2031 la capacità rinnovabile mondiale dovrebbe crescere di quasi 4.800 GW, circa il 60% in più rispetto ai 3.000 GW aggiunti nel periodo 2020-2025. Un’espansione che porterà le rinnovabili a produrre quasi il 45% dell’elettricità mondiale nel 2031, contro il 33% del 2025. La produzione di solare ed eolico, considerati insieme, sarà più che raddoppiata e supererà il 28% della generazione totale.

Il sorpasso del fotovoltaico

Il solare fotovoltaico ha già superato l’eolico e, secondo la Iea, nel 2029 supererà anche l’idroelettrico, diventando la prima fonte rinnovabile di elettricità al mondo. Da solo varrà oltre tre quarti della nuova capacità installata fino al 2031, seguito a distanza dall’eolico onshore.

Cina in testa, India in rampa di lancio

Pechino resta il primo motore della crescita globale: dopo i 1.698 GW aggiunti nel 2020-2025, la previsione per il 2026-2031 sale a 2.518 GW. La sua quota sul totale mondiale calerà leggermente, da oltre il 60% del 2025 a una media del 53%, anche per effetto dei cambiamenti nelle politiche interne. Alle sue spalle avanza l’India, ormai secondo mercato al mondo per crescita: la nuova capacità passerà dai 152 GW del 2020-2025 a 399 GW nel periodo di previsione. Nuova Delhi si candida anche a diversificare le catene di fornitura globali: la sua quota nella produzione mondiale di moduli fotovoltaici è destinata a raddoppiare fino al 17%.

Europa: grandi ambizioni, ma permessi e reti frenano

Il Vecchio continente aggiungerà 482 GW di capacità rinnovabile tra il 2026 e il 2031, contro i 373 GW del sessennio precedente. L’Ue viene citata anche per la spinta su pompe di calore, efficienza degli edifici e veicoli elettrici. Ma la Iea avverte: la crescita annua rischia di stabilizzarsi o rallentare a causa di iter autorizzativi lunghi, ostacoli burocratici e soprattutto dei ritardi nelle connessioni alla rete e della limitata capacità di trasmissione. Colli di bottiglia che potrebbero lasciare l’Europa indietro rispetto alle grandi economie asiatiche.

Emergenti e piccoli impianti: la transizione dal basso

Per la prima volta nella storia recente, la nuova capacità installata nelle economie emergenti e in via di sviluppo (Cina esclusa) eguaglierà quella dei Paesi avanzati. Nel Sud-est asiatico, in Medio Oriente, in Nord Africa e nell’Africa subsahariana gli incrementi del 2026-2031 dovrebbero quasi triplicare rispetto ai sei anni precedenti. Una spinta che arriva anche da famiglie e piccole imprese alle prese con bollette alte e forniture poco affidabili: il fotovoltaico residenziale e commerciale ha già migliorato il servizio elettrico per circa 70 milioni di famiglie.

Trasporti e riscaldamento: avanzano elettrico e biocarburanti

Nei trasporti l’uso di energia rinnovabile crescerà di oltre il 60% entro il 2031, arrivando a coprire il 6% della domanda energetica del settore. Oltre all’elettrificazione, il secondo pilastro sono i biocarburanti: dopo le tensioni su prezzi e disponibilità dei carburanti fossili, diversi Paesi del Sud-est asiatico e dell’America Latina hanno alzato gli obblighi di miscelazione, e la Iea ha rivisto al rialzo le sue stime del 40%. Nel riscaldamento, in Europa come in Cina, è l’elettricità pulita a trainare il calore rinnovabile, anche se il comparto delle pompe di calore chiede incentivi e regole stabili per stare al passo con gli obiettivi di decarbonizzazione degli edifici.

Il nodo delle reti

Lo slancio è evidente, ma non scontato. Per sfruttare fino in fondo la crescita del solare, avverte la Iea, servono riforme per accelerare i permessi di allacciamento e investimenti massicci nelle reti di trasmissione. Una sfida che riguarda tutti, ma che per l’Europa è già oggi la vera partita della transizione.