Ricaricare l’auto elettrica in casa

ricaricare auto elettrica in casa

Ricaricare l’auto elettrica in casa: costi, tempi di ricarica, gestione del contatore e del contratto di fornitura elettrico. Valutare l’acquisto di una wall box.

Uno degli aspetti più importanti della gestione di un’auto elettrica riguarda i cicli di ricarica. In attesa di una rete capillare che ci consenta di ricaricare l’auto elettrica in qualsiasi località d’Italia, sono molti gli automobilisti che hanno deciso di ricaricare l’auto elettrica in casa. Questa decisione annovera diversi compromessi, anche scomodi:

  • La velocità di ricarica
    La velocità di ricarica non è un elemento fine a se stesso ma può impattare anche sull’efficienza della batteria del veicolo. Ricaricare una Nissan Leaf in casa, con la comune presa domestica, significa investire fino a 12 ore di tempo durante le quali viene trasferita energia alla batteria. Trasformatore e batteria, affrontando lunghissimi cicli di ricarica, potrebbero usurarsi molto più facilmente e la stessa batteria potrebbe risentirmi in termini di autonomia ed efficienza di ricarica.
  • Il contatore e la stabilità della rete elettrica di casa
    La rete domestica non è progettata per gestire un carico continuo così come richiesto dalla ricarica dell’auto elettrica. Per questo motivo, l’utente dovrà provvedere a richiedere un contrattato della fornitura elettrica superiore ai classici 3 kW oppure un secondo contatore da 3 kW da usare esclusivamente per la vettura elettrica.
  • Limitazioni
    Un’unità di ricarica dedicata alle vetture elettriche offre più funzioni come il controllo remoto della ricarica, l’attivazione a distanza, la programmazione…
  • Tariffe e consumo kW
    Altri fattori coinvolgono il consumo di elettricità. Per conoscere i costi dell’elettricità per ricaricare l’auto elettrica in casa, vi rimandiamo all’articolo Ricarica auto elettrica in casa.
  • Sicurezza
    Elevato rischio di surriscaldamento e di compromettere l’impianto elettrico domestico (soprattutto con il classico contratto di fornitura da 3 kW).
  • Rifornimento
    Il rifornimento potrebbe avvenire con potenze inferiori a 2 kW.

Quelli elencati, sono gli svantaggi per chi decide di caricare l’auto elettrica con la classica presa domestica. Oltre all’eventualità di acquistare una colonnina di ricarica rapida da installare nel giardino (decisione comoda ma molto onerosa), è possibile valutare l’acquisto di un wall box (home station), cioè un dispositivo specifico per il rifornimento dell’auto elettrica.

Secondo contatore per la ricarica dell’auto elettrica in casa

La scelta ideale sarebbe associare la home station a un contatore separato da quello domestico che possa abbattere i costi fissi in bolletta ma che comunque richiede un investimento per l’installazione. In questo caso i vantaggi sarebbero:

  • Minori spese energetiche: in Italia il prezzo del kWh cresce in proporzione ai consumi, quindi più assorbite dal contatore e più spendete. Due contatori consentono due conti separati mentre i costi fissi resterebbero invariati.
  • Ridotto rischio di compromettere l’impianto elettrico domestico.
  • Possibilità di programmare le ricariche quando l’energia costa di meno.
  • Possibilità di controllo remoto delle ricariche (offerta da diverse home station).

Tra gli svantaggi:

  • Costo per l’allaccio del nuovo contatore e dell’installazione che in base al proprio gestore elettrico può arrivare a 700 euro!

Un unico contatore ma più potente

Altra opzione prevede di collegare la home station direttamente al proprio contatore ma in questo caso, il contratto per la fornitura elettrica deve essere almeno da 4,5 kW o da 6 kW, anziché quello standard da 3 kWh. Con contratto da 4,5 o 6 kW vede maggiori costi per il consumo e maggiori costi fissi in bolletta ma ci sono diversi vantaggi:

  • Minori costi iniziali (solo quelli legati all’acquisto del wall box, cioè pari a 500 – 600 euro).
  • Anche in questo caso vi è la possibilità di programmare le ricariche nelle ore in cui la tariffa del gestore energetico è più vantaggiosa.
  • Controllo in remoto delle ricariche offerto dalle funzioni del wall box.
  • Sicurezza elevata.

Wall box o home station per ricaricare l’auto elettrica in casa

Di seguito vi forniremo l’elenco dei wall box (anche noti come home station) per ricaricare l’auto elettrica in casa che si comprano con un budget di 500 – 600 euro.

  • ClipperCreek HCS-40
  • AeroVironment EV
  • Bosch Power Max
  • GE WattStation
  • Juicebox Pro 40 (dotto di connettività wi-fi e consente la gestione in remoto mediante applicazioni per smartphone)
  • Schneider electric EVlink
  • Siemens 30 Fed VersiCharge
  • Leviton EVR-green 320

Prima di prendere qualsiasi decisione in autonomia e iniziare a ricaricare l’auto elettrica dalla classica presa elettrica di casa, fate controllare il vostro impianto all’elettricista di fiducia.

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Pubblicato da Anna De Simone il 3 marzo 2016