Restano solo 50 orsi marsicani: l’allarme che l’Italia ignora

L’orso bruno marsicano è uno degli animali più preziosi e rappresentativi della biodiversità italiana. Simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, questa sottospecie unica al mondo vive oggi in una condizione estremamente fragile: secondo le stime, ne restano appena 50-60 esemplari.

Nonostante sia protetto in Italia dal 1939, il suo futuro resta appeso a un equilibrio delicatissimo. Bracconaggio, incidenti stradali, avvelenamenti e frammentazione degli habitat continuano a minacciare la sopravvivenza di una specie che rappresenta un patrimonio naturale insostituibile.

Due sottospecie di orso in Italia, entrambe a rischio

Illustrazione artistica di un orso bruno marsicano, specie simbolo dell’Appennino centrale a rischio estinzione.

In Italia sono presenti due sottospecie di orso bruno: l’orso bruno eurasiatico (Ursus arctos arctos), diffuso nelle Alpi centrali e orientali, e l’orso bruno marsicano (Ursus arctos marsicanus), endemico dell’Appennino centrale.

Quest’ultimo vive soprattutto nei territori montani attorno al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ma la sua presenza è stata rilevata anche in altre aree protette dell’Appennino, come il Parco Nazionale della Maiella.

La sua unicità è legata anche a caratteristiche morfologiche specifiche, in particolare nella struttura del cranio. Fu il naturalista molisano Giuseppe Altobello a descriverlo per la prima volta come sottospecie nel 1921.

L’allarme della Iucn: popolazioni in pericolo critico

La Iucn, Unione internazionale per la conservazione della natura, classifica l’orso bruno in Italia in una condizione di pericolo critico. La minaccia principale resta il rapporto conflittuale con alcune attività umane, in particolare pastorizia e apicoltura, dove la presenza dell’orso può causare danni economici.

Secondo la Iucn, il bracconaggio continua a rappresentare un rischio grave. A questo si aggiungono la riduzione degli habitat forestali, la loro frammentazione e l’isolamento delle popolazioni residue, fattori che aumentano i problemi demografici e genetici.

Il risultato è una popolazione vulnerabile, con numeri troppo bassi per garantire una prospettiva sicura nel lungo periodo.

Morti causate dall’uomo: i numeri del WWF

Negli ultimi 50 anni, secondo le stime riportate dal WWF, muoiono in media 2,5 orsi marsicani ogni anno. Un dato già allarmante, che potrebbe però essere persino sottostimato.

Dal 1970 a oggi, circa l’80% dei decessi sarebbe legato direttamente o indirettamente ad attività umane. Il 48% delle morti è stato causato da bracconaggio, con armi da fuoco, trappole o veleni. Un altro 32% deriva invece da incidenti, come investimenti stradali o annegamenti in strutture artificiali non messe in sicurezza.

Numeri che confermano quanto la sopravvivenza dell’orso marsicano dipenda non solo dalla tutela delle aree protette, ma anche dalla capacità di costruire una vera coesistenza tra uomo e fauna selvatica.

Il Tour della coesistenza uomo-orso in Maiella

Per sensibilizzare cittadini, comunità locali e visitatori, il WWF Italia organizza dal 1 al 5 agosto 2026 un nuovo Tour della coesistenza uomo-orso nel Parco Nazionale della Maiella.

L’area ospita una presenza stabile di almeno 3-4 esemplari di orso bruno marsicano e rappresenta un territorio fondamentale per l’espansione della specie.

L’iniziativa punta a trasformare le piazze dei paesi in luoghi di confronto, ascolto e informazione. L’obiettivo non è soltanto diffondere conoscenze scientifiche, ma costruire un dialogo autentico con chi vive ogni giorno in questi territori.

Come sottolinea Filomena Ricci, delegata WWF Abruzzo, il contributo dei volontari è essenziale perché nasce da una scelta consapevole: dedicare tempo ed energie alla tutela di una specie simbolo di equilibrio, biodiversità e identità naturale.

Come partecipare all’iniziativa

Chi desidera dedicare una settimana dell’estate alla salvaguardia dell’orso bruno marsicano, scoprire i paesaggi della Maiella e incontrare le comunità locali, può candidarsi al Tour della coesistenza uomo-orso.

Le candidature devono essere inviate all’indirizzo [email protected] entro il 26 maggio 2026.