Raffinazione del petrolio: come funziona

petrolio su spiaggia

Chi pensa alla raffinazione del petrolio quando guida la macchina o va a fare benzina? Pochi se non nessuno ma se abbiamo un liquido da inserire nel motore per far sì che le macchine possano circolare e portarci dove desideriamo, è perché questo processo c’è e funziona e vale la pena di essere conosciuto, almeno a grandi linee.

E’ un’operazione complessa chiamata “raffinazione del greggio” ed è composta da diverse fasi che possiamo ripercorrere per diventare più consapevole del lavoro che vi è dietro al carburante delle nostre auto, sempre sperando che ce ne siano sempre di più elettriche ad occupare le nostre strade, magari in modalità sharing.



Petrolio, caratteristiche

Il petrolio non tutti sanno che nasce in modo naturale dalla decomposizione di materia organica. Tutto parte dalla “sapropelite”, un composto melmoso, un ammasso di microrganismi e di alghe unicellulari in putrefazione che in qualche modo di regala il “carbon fossile”. Nel caso che il petrolio non sia di origine vegetale, allora dobbiamo guardare alle “rocce madri petroligene”, in grado di produrre il rilascio nell’ambiente di idrocarburi liquidi e gassosi, solo a certi livelli di pressione. La composizione chimica base è il mix di “idrogeno e carbonio” a cui vanno aggiunte altri elementi, molti dei quali in fase di raffinazione del petrolio vengono eliminati in quanto considerati “impurità”.

Dobbiamo quindi metterci in testa che il petrolio non è affatto frutto di un processo chimico ma di un fenomeno naturale, anche se dato che lo classifichiamo come un qualcosa di negativo, siamo orientati a pensare di averlo prodotto noi. Detto ciò, torniamo alla raffinazione del petrolio, o meglio a qualche passaggio prima quando preleviamo questo liquido per poi trattarlo. Lo prendiamo dagli strati superiori della crosta terrestre in quei punti in cui lo possiamo trovare che sono sparsi nei vari continenti con una prevalenza dell’America del Nord. Non possiamo oggi decidere dove trovarlo, anche se a molti piacerebbe, ma il petrolio non può essere prodotto in laboratorio ed è proprio per questo che finché la nostra economia energetica è quella odierna, resta una risorsa estremamente preziosa. Non è affatto un caso che molti parlano del petrolio con il termine di “oro nero”.

Un nomignolo che semplifica , e soprattutto che ci porta a pensare che il petrolio sia nero quando non è affatto vero e chi lo ha visto se ne è sicuramente reso conto. Il petrolio cambia colore nella sua vita e passa dal marrone della nascita al verde e in alcuni casi anche all’arancione anche se di fatto si parla spesso di verde petrolio.

Oggi classifichiamo il petrolio come un combustibile naturale, un “idrocarburo” che quando brucia è in grado di produrre energia che tutti noi possiamo utilizzare nella nostra vita quotidiana, non solo per far funzionare la macchina ma anche per riscaldare un appartamento, solo per citarne alcuni.

raffinazione del petrolio

Raffinazione del Petrolio: come funziona

Proprio dopo che il petrolio è stato estratto, si procede con il processo di raffinazione del petrolio quindi non è affatto immediato e veloce. E’ necessario ad esempio trovare i giacimenti e poi trovare il modo per estrarlo e finalmente lavorarlo

Quando lo si preleva dalla superficie, lo si immagazzina in barili per fare in modo che questo liquido possa essere trasportato ma la massima visibilità e sicurezza nei laboratori dove avviene la raffinazione del petrolio. E’ qui che scatta il processo per renderlo utilizzabile.

Per comprendere bene come funziona dividiamo questo passaggio ulteriormente in fasi diverse per non saltare dei momenti cruciali per il nostro carburante. Sono fasi che dipendono l’una dall’altra, è importantissimo non invertirne il lodo ordine ed è essenziale non saltare e nemmeno scambiarle. Tutto va fatto con ordine e attenzione. La prima procedure prevede “decantazione, desalificazione e stabilizzazione“ ed è la fase in cui nella raffinazione del petrolio grezzo esso viene liberato dalle “impurità” al fine di salvaguardare la sua essenza. Per definire questa prima parte di raffinazione del petrolio, si utilizza il termine “distillazione frazionata” per ricordarci quel procedimento applicato all’alcool, visto che anche in questo il petrolio, come l’alcool, viene surriscaldato fino a raggiungere l’ebollizione e tramite l’utilizzo di una adeguata strumentazione.

La vera e propria raffinazione del petrolio però non l’abbiamo ancora descritta e arriva proprio adesso. Si tratta di una fase essenziale per far sì che il petrolio possa poi effettivamente essere utilizzato. Raramente infatti possiamo usare quello definito greggio e questa procedura lo rende quindi utile per la comunità umana, per gli utilizzi commerciali che conosciamo. In questa delicata fase della trasformazione, si effettua una sorta di perfezionamento del petrolio che avviene tramite il mettere in equilibrio gli elementi chimici in esso presenti. In questo modo, e non è affatto banale questa operazione, si riesce a garantire la funzionalità del petrolio arrivando ad ottenere una miscela pressoché perfetta e soprattutto fruibile in tutte le situazioni in cui siamo ancora dipendenti da questa fonte di energia .

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Pubblicato da Marta Abbà il 26 Marzo 2021