Quanto inquina lo spam?

Lo spam non è solo fastidioso ma anche altamente inquinante, a dimostrarlo sono varie statistiche. A inquinare di più non sono i cosiddetti “spammoni” ma le vittime della posta indesiderata che sprecano tempo ed energia nella visualizzazione e nella cancellazione dei dati inutili.

Lo spam non coinvolge solo la posta elettronica ma anche i social network e parte del mondo online. Si è calcolato che solo nel 2010 sono state inoltrate 95 trilioni di email indesiderate, una cifra a 18 zeri. L’Associazione GHG (Green House Gas), ha calcolato che per ogni “spam email” si emette la medesima quantità di CO2 prodotta da una vettura che percorre poco meno di un metro.

Vi sembra poco? Provate a fare un calcolo e vi verrà fuori che con quel kilometraggio si potrebbe fare il giro del mondo due milioni di volte! Per ogni metro si emettono circa 0,3 grammi di CO2, ora provate a moltiplicarli per 95 trilioni, il risultato sarà nefasto per il bilancio dell’Ecosistema Terra.

Un’altra indagine collega allo spam, emissioni nocive pari a 28,5 tonnellate di CO2 per anno.  Per fare la nostra parte, potremmo pensare di installare un filtro anti-spam così da tutelare l’account della posta elettronica e non essere complici di tali emissioni: la GHG ha dimostrato che nei casi di assenza di un filtro anti-spam, le emissioni nocive si incrementano del 270%!

Tra i Paesi più spammoni ci sono Stati Uniti che contribuiscono all’inquinamento da spam per il 21% e la Cina, con il 15%. Sembra che ogni anno, per la creazione, l’inoltro, la ricezione e la consultazione dei messaggi -compresi quelli gestiti dal filtro anti-spam-, si impiegherebbero 33 miliardi di Kwh per un totale di 104 miliardi di ore per la consultazione e la cancellazione della posta indesiderata: con questo tempo si sarebbe potuta costruire migliaia di volte, l’edificio più alto del mondo, il Burj Khalifa.

Pubblicato da Anna De Simone il 28 aprile 2012