Prodotti fitosanitari per uso non professionale

prodotti fitosanitari a uso non professionale

prodotti fitosanitari per uso non professionale sono l’unica opzione disponibile per chi non vuole conseguire il patentino per l’uso dei fitofarmaci. Vediamo la definizione, chi deve usarli e cosa dice la normativa vigente.

La normativa è entrata in vigore, in Italia, a maggio del 2018 anche se le più importanti ricadute si avranno nel 2020.

Normativa

Nel 2009 è entrata in vigore la direttiva europea sull’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari ed è stata introdotta la figura di colui che usa i prodotti fitosanitari non professionali come chi: «…utilizza i prodotti fitosanitari nel corso di un’attività non professionale per il trattamento di piante, sia ornamentali che edibili, non destinate alla commercializzazione…».

E’ a partire da questa definizione che, in commercio, troviamo prodotti fitosanitari a uso non professionale, destinati all’uso da parte di persone prive del certificato di abilitazione all’acquisto e all’utilizzo (il tanto discusso patentino per fitofarmaci).

Anche se la direttiva europea risale al 2009 e prevedeva l’applicazione di una normativa ad hoc in tutti gli stati membri entro il 2013, in Italia le cose sono proseguita un po’ a rilento. Solo nel 2018, quando il Ministero della salute ha emanato il DM 33 del 22 gennaio (normativa pubblicata in Gazzetta Ufficiale 88 del 16-4-2018 e entrata in vigore il 18 maggio dello stesso anno) è stata fatta un po’ di chiarezza.

La normativa citata potrebbe avere importanti ripercussioni a lungo termine, in particolare, a partire dal 1° maggio 2020 sono previste ulteriori restrizioni per chi intende usare prodotto fitosanitari in campo hobbistico.

Prodotti fitosanitari a uso non professionale

I prodotti fitosanitari a uso non professionali sono stati suddivisi in diverse categorie. Per l’acquisto e l’utilizzo dei prodotti fitosanitari a uso non professionale non è richiesto il patentino. Tali prodotti si dividono in due principali categorie.

PFnPO

In questa categoria rientrano i prodotti fitosanitari non professionali (PFnP) per piante ornamentali (PFnPO). Tali prodotti si possono usare per la difesa di piante ornamentali coltivate in giardino, in appartamento o coltivate semplicemente sul terrazzo o in balcone.

Rientrano anche i prodotti specifici per il diserbo in zone come viali, aree private o nel giardino di casa.

PFnPE

In questo caso, l’acronimo PFnPE sta per Prodotti per la difesa ditosanitaria di piante edibili. Non è un caso che nel paragrafo precedente non abbiamo parlato di orto. E’ in questa categoria che rientrano i prodotti fitosanitari da usare sulle piante che si coltivano nell’orto e che sono destinate all’alimentazione umana.

Si possono usare su piante da orto e su piante da frutto, anche su piante ornamentali coltivate in casa o giardino.

Classificazione di pericolo

Che differenza c’è tra prodotti fitosanitari a uso professionale e quelli a uso hobbistico (non professionale)?

Il decreto, nel fare questa classificazione, ha posto in evidenza il fattore “sostenibilità”. Nella composizione dei prodotti fitosanitari non professionali sono presenti principi attivi e sostanze con una classificazione di pericolo più accessibile. Tali formulazioni, infatti, escludono:

  • sostanze classificate come cancerogeno o mutagene
  • agenti tossici per la riproduzione e lo sviluppo embriofetale
  • interferenti endocrini
  • sostanze classificate come tossiche, esplosive, corrosive e microrganismi sensibilizzanti

In più, i prodotti fitosanitari destinati all’uso di chi non ha il patentino, devono decadere anche in breve periodo, così da non accumularsi nell’ambiente.

Altri standard

La normativa pone l’accento anche su altri standard, si va dalle dimensioni dei flaconi al confezionamento! Non mancano leggi sul “sapore” che deve essere “sgradevole” così da non rappresentare un pericolo per eventuali animali domestici che ne entrano in contatto.

Il vero problema è che solo il 5% dei prodotti attualmente disponibili alla libera vendita riuscirà a superare gli standard per porsi come un prodotto a uso non professionale.

In Italia ancora non sono stati eseguiti “aggiustamenti” sul decreto originale. In Francia, invece, già a inizio 2019 ci sono stati provvedimenti che hanno autorizzato, per uso hobbistico, la libera vendita di profotti fitosanitari per il biocontrollo e anche di tutti i prodotti già autorizzati in agricoltura biologica. In Italia, buona parte dei prodotti usati in “agricoltura biologica” non saranno più disponibili alla vendita per uso “non professionale”.

La normativa, allo stato attuale, utilizza all’uso non professionale solo 7 principi attivi sui 365 principi attivi disponibili prima dell’entrata in vigore del decreto. Certo che il rispetto dell’ambiente è una tematica fondamentale ma bisognerebbe trovare dei compromessi più giusti che non costringano gli utenti a conseguire la certificazione all’uso dei prodotti fitosanitari professionali (patentino).

I piccoli coltivatori e gli hobbisti, dunque, si ritroveranno impossibilitati a proteggere le piante dai parassiti.

Pubblicato da Anna De Simone il 4 Giugno 2019