Piante intelligenti: provate l’esperimento del fagiolo

fagiolo

Esistono piante intelligenti? O meglio, c’è intelligenza nelle piante? Gli esperimenti dimostrano di sì e i video che lo confermano sono strabilianti. Uno di quelli che il professor Stefano Mancuso del LINV di Firenze utilizza più spesso per dimostrare la capacità delle piante di elaborare informazioni ha per protagonista una pianta di fagiolo.

Un normalissimo fagiolo che, come noto, cresce abbastanza in fretta in cerca della luce e tende ad aggrapparsi ai sostegni che trova attorno a sé. Ma il fagiolo non può sapere dove i ricercatori hanno posizionato il paletto, se alla sua destra oppure alla sua sinistra, e i tentativi di raggiungere il sostegno dovrebbero riuscire o fallire in egual misura secondo la legge delle probabilità.

Invece no. La teoria delle piante intelligenti è dimostrata dal fatto che il fagiolo dell’esperimento cresce sempre nella direzione del sostegno, fino a quando non lo raggiunge mettendo in atto una serie di strategie che nella visione accelerata del filmato dell’esperimento appaiono come vere e proprie prodezze da atleta.

Se non credete alle piante intelligenti provate voi stessi. Serve davvero poco: un vasetto con del terriccio, un fagiolo e un sostegno verticale che posizionerete a un lato della piantina a una distanza più o meno di trenta centimentri. Piantate il fagiolo e aspettate che cresca. La piantina tenderà al sostegno e se nel mentre della crescita sarete così cattivi da spostare il sostegno sull’altro lato, vedrete qualcosa di ancora più incredibile: lo stelo del fagiolo compirà una sterzata e cambierà direzione.

Non esagete però, perché le piante oltre che intelligenti sono anche sensibili. Per questo motivo il professor Mancuso del Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale sostiene che piante sono un’ispirazione tecnologica incredibile. E che possono avere un ruolo da protagoniste nella nuova società basata sull’Internet of Everything o Internet delle cose. Non ultimo, le piante costituiscono il 99% della biomassa presente sul pianeta Terra, esseri umani compresi.

Cos’è l’Internet delle cose? Il concetto è un po’ articolo, ma dovendolo scrivere in una riga diciamo che l’Internet delle cose è la socieà del futuro dove gran parte degli oggetti, rimpinzati di sensori, saranno in grado di raccogliere informazioni, elaborarle e scambiarle tra loro autonomamente. L’auto che si guida da sola per intenderci, grazie all’interazione del Gps con i sensori di bordo. O l’auto elettrica che, durante la ricarica, sfrutta il contatto per ottenere e trasmettere informazioni.

Cosa c’entrano le piante intelligenti con l’Internet delle cose? Qui sta la novità di cui il professor Mancuso ha parlato nel corso dell’Internet of Everything organizzato da Cisco: se le piante sono intelligenti, cioè dotate di sensori percorsi da stimoli elettrici (come dimostrato) perché non servirsene per rilevare ed elaborare informazioni in alcune situazioni, come per esempio i centri urbani? Non è fantascienza: esiste un programma di studio di cui Mancuso fa parte che ci ragiona da almeno due anni.

Pubblicato da Michele Ciceri il 31 gennaio 2014