Oxfam contro il Land Grabbing

Nonostante le forti piogge di questi giorni, gli attivisti di Oxfam Italia non hanno abbandonato la loro opera di sensibilizzazione. Il tema caldo è il land grabbing, letteralmente “l’accaparramento delle terre“. Il land grabbing è quel fenomeno che costringe le comunità del sud del mondo ad abbandonare le loro case e le loro terre. Solo in Uganda sono più di 22.500 le persone che hanno perso le proprie case per lasciare posto a una società britannica del legname, la New Forest Company (NFC).

Nessuno ha dato a queste persone una ricompensa o una terra alternativa. Gli abitanti del villaggio hanno denunciato a Oxfam sfratti coatti, distruzione delle proprietà, delle colture e del bestiame. Molti sono stati lasciati nell’indigenza, privi di cibo, soldi o altri mezzi di sostentamento per garantire le cure dei figli. Oxfam non è indifferente a questi fenomeni, così con i suoi attivisti, ieri, 7 febbario, ha avviato una campagna per aumentare l’attezione sul fenomeno del land grabbing, ancora troppo poco conosciuto.


Il land grabbing è l’accaparramento di terre, da parte di grandi aziende, che costringe molte persone ad abbandonare le proprie case, la propria terra, il proprio lavoro restando senza possibilità di guadagnarsi da vivere. Succede in Africa e in molti dei paesi più poveri del mondo.

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Società, gruppi, azionari… ma chi finanzia il land grabbing? A spiegarcelo è la stessa Oxfam
La Banca Mondiale finanzia alcune di queste compravendite e può influenzare il modo in cui la terra è acquistata e venduta: la Banca può quindi contribuire a fermare il land grabbing e fare in modo che l’acquisto e la vendita di terra vada invece a beneficio delle comunità locali. Per questo chiediamo al Presidente della Banca Mondiale, Jim Kim, di sospendere gli investimenti agricoli della Banca e stabilire standard più giusti che non deprivino le persone della propria terra.

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Oxfarm ha aperto canali comunicativi con la Banca Mondiale già nell’ottobre dello scorso anno. Il confronto ha portato al compimento di alcuni passi fondamentali verso la giusta direzione. E’ solo il principio, molto altro lavoro deve ancora essere svolto e la strada è tutta in salita.

Pubblicato da Anna De Simone il 8 febbraio 2013