Orchidea selvatica

orchidea selvatica

L’orchidea selvatica cresce spontaneamente e può essere osservata anche sul nostro territorio. Ecco una panoramica sull’orchidea selvatica, quali sono le specie italiane e come curarla.

Quando si parla di orchidee, la mente ricrea subito le immagini di quei splendidi fiori vistosi. In realtà con il termine “orchidea” si possono indicare circa 20.000 specie di piante diverse, per non parlare di varietà e ibridi selezionati dai vivaisti.

Per semplificare il tutto, è possibile fare due distinzioni. Si può parlare di orchidee rustiche orchidee esotiche. Le orchidee esotiche sono originarie delle zone tropicali e sono quasi tutte epifite.

Orchidea selvatica: piante epifite o geofite

Le epifite sono quelle piante che vivono su altre piante! Sviluppano quindi l’apparato radicale a livello delle cortecce di alberi e arbusti, ma anche su substrati di muschi, licheni e altri organismi sessili. Le piante epifite vengono anche dette “piante aeree”. Questo ti spiega perché il terreno delle orchidee è così particolare!

Molte di quelle che vengono chiamate orchidee rustiche sono invece piante geofite: piante erbacee che portano gemme sottoterra (bulbi, tuberi e rizomi). Quando si parla di orchidea selvatica non si fa riferimento solo alle piante epifite (così come accade quando si parla di orchidea da coltivare in casa!) ma la cerchia si allarga!

Orchidea selvatica

Le orchidee selvatiche “epifite” presentano fiori molto vistosi e dai colori svariati. Al contrario, le orchidee rustiche presentano fiori più piccoli. Le orchidee rustiche sono tutte piante spontanee (quindi potrebbero essere tutte definite “orchidee selvatiche”). Presentano fusticini eretti che terminano con dei fiori: i fiori sono diversi da quelli che trovi esposti in vetrina dai fiorai, tuttavia conservano un grosso fascino.

Le orchidee rustiche sono quasi sempre geofite. In Italia crescono nelle praterie in diverse zone climatiche ed esprimono la loro bellezza per un periodo limitato dell’anno. Sono piante perenni ma seguono un ciclo vegetativo molto preciso: quando il freddo diventa intollerabile per la pianta, questa va in riposo vegetativo disseccandosi per poi svilupparsi nuovamente con i tepori della stagione successiva.

Coltivare l’orchidea selvatica

Le cure da dedicare all’orchidea selvatica non sono facili da individuare. Innanzitutto: ti trovi di fronte a una pianta geofita o epfita? In base a questo dovrai scegliere il terriccio, l’esposizione e il luogo di coltivazione.

Le orchidee selvatiche esotiche, necessitano delle stesse cure viste nell’articolo dedicato all’orchidea in casa. Queste piante, infatti, con il nostro clima, hanno la necessità di essere coltivate in ambiente protetto.

Le specie rustiche (orchidea selvatica rustica), invece, con il nostro clima temperato, può essere coltivata anche in giardino. Se stai pensando di coltivare un’orchidea in giardino, all’aperto, allora dovrai puntare a un’orchidea nostrana.

Sappi che non puoi raccogliere le orchidee selvatiche che trovi nelle praterie e nei sottoboschi italiani. Inoltre, tra le specie di orchidee spontanee italiane ve ne sono alcune annoverate nella lista delle specie protette. Se vuoi iniziare la coltivazione di un’orchidea selvatica dovrai necessariamente rivolgerti a un consorzio agricolo specializzato in floricoltura o da un vivaio di fiducia. Il fai da te con la raccolta dei semi è del tutto inopportuno in quanto i semi, per svilupparsi, necessitano di condizioni molto peculiari. In natura, la propagazione dell’orchidea selvatica avviene solo occasionalmente per seme, le orchidee rustiche si moltiplicano per divisione delle gemme sotterranee.

Come premesso, le piante geofite presentano organi sotterranei noti come bulbi, tuberi e rizomi. In giardino, la moltiplicazione dell’orchidea può avvenire analogamente per divisione del rizoma o del tubero (in pratica tagliando il rizoma e il tubero in più parti e assicurandosi che ogni porzione detenga di almeno una gemma) o divisione dei cespi (in caso di bulbi).

Orchidea selvatica italiana

In Italia abbiamo 190 specie e sottospecie di orchidee classificate in 29 differenti generi. E’ importante sottolineare una cosa: si tratta di una classificazione molto vasta perché di questi 190 esemplari solo tre sono epifite. Le orchidee epifite italiane sono:

  • Liparis loeselii
  • Malaxis paludosa
  • Spiranthes aestivalis

Queste piante si sviluppano su tappeti di muschi, substrati di sfango o nelle torbiere. Se vuoi sapere dove crescono le orchidee spontanee qui in Italia, ti segnaliamo il Parco Nazionale del Gargano e ti consigliamo di vedere il video che segue che ripropone suggestive immagini delle orchidee nostrane.

Puoi trovare diverse orchidee spontanee nei parchi naturali disseminati su tutto il territorio. Per esempio, in Lombardia, si possono ammirare orchidee selvatiche presso il Parco delle Orobie Bergamasche e il Parco Monte Barro.

Pubblicato da Anna De Simone il 19 ottobre 2018