Odissea Elettrica, il giro del mondo con 250 euro

“Il giro del mondo in 80 giorni” recita il titolo di un famoso romanzo dello scrittore francese Jules Verne. Nel tempo le ideologie cambiano, le esigenze cambiano. In una prospettiva ecosostenibile e all’insegna del risparmio, oggi saremmo curiosi di capire quale mezzo di trasporto potremmo usare per compiere il giro del mondo. Nel frattempo ci ha pensato la Citroen, percorrendo 25.000 chilometri, attraverso 17 paesi diversi, con soli 250 euro. Visto i tempi di crisi, ci piace!


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Sì è proprio vero, con Citroen C-Zero bastano 300 ricariche, per un costo pari a 250 euro di energia elettrica per poter percorrere il giro del mondo. Lo hanno dimostrato Antonin Guy e Xavier Degon, i due ingegneri protagonisti del giro del mondo organizzato da Citroen, attraverso una lodevole iniziativa “Odissea Elettrica”, che si è conclusa lo scorso 24 Settembre a Strasburgo.

Sono partiti da Strasburgo l’11 gennaio e hanno attraversato 17 paesi in circa 8 mesi a bordo della Citroën C-Zero, la city-car 100% elettrica ed ecologica. L’auto ha un’autonomia di 150 km e può essere ricaricata tramite una qualsiasi presa di corrente in 8 ore oppure mediante un collegamento alla corrente monofase di 125 A a 400 V in circa 30 minuti.

L’obiettivo dell’iniziativa “Odissea Elettrica“ è stato quello di attirare l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale sugli innumerevoli vantaggi della mobilità ecosostenibile: zero litri di carburante, zero emissioni di CO2, zero inquinamento acustico. Il percorso è stato preventivamente studiato per trascorrere il viaggio senza problemi, sono stati individuati dunque punti di ricarica per ogni 95 km, onde evitare possibili imprevisti.

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L’auto elettrica ha percorso le strade di Usa, Giappone, Singapore, sud-est asiatico, Cina, Kazakistan e l’Europa orientale. Per attraversare gli Oceani hanno ovviamente imbarcato l’auto. Giunti a Strasburgo, i due ingegneri hanno potuto raccontare la loro storia durata otto mesi in conferenza stampa. Una storia sicuramente fatta di culture diverse, di luoghi diversi ma con un percorso che li ha uniti con l’amore per l’ambiente.

Pubblicato da Anna De Simone il 7 ottobre 2012