Ocelot: caratteristiche e cuccioli

Ocelot:

Ocelot, un animale molto affascinante, spesso apprezzato non come essere vivente ma come “fornitore di pellicce”. E’ una triste verità che è inutile tacere, meglio raccontarla, illustrando il suo lato animale, selvatico, vivo, e sperando che sia sempre meno utilizzato per scopi diversi da documentari naturali, studi faunistici e … scatti fotografici di amatori e professionisti innocui.



Ocelot: caratteristiche

Viene chiamato anche Gattopardo americano questo felino selvatico che fa a tutti gli effetti parte della famiglia dei Felidae come molti altri suoi simili come il gatto Ocicat e il Margay. L’ Ocelot vive soprattutto nelle aree dell’America centrale e del sud, oltre che in certe parti del Messico. In generale troviamo questo animale in aree tropicali, paludi, foreste secche, zone montuose.

Può essere lungo un metro, ma anche 50 cm, soprattutto se femmina, e pesa attorno ai 10-17 Kg, il suo mantello è uno spettacolo, come premesso. Una vera opera d’arte. Ha delle striature e delle zone maculate di colore nero, su sfondo marrone o rossiccio, verso le zampe e la coda le macchie nere sono sempre più fitte mentre nelle zone della faccia, del collo e delle spalle sono più presenti ed evidenti le strisce, sempre nere e sempre imprevedibilmente irregolari.

Sono numerosi i fattori che influenzano la distribuzione delle macchie e delle strisce, come la qualità della colorazione: l’ambiente, il sesso, l’età e anche il caso. Oltre che essere meraviglioso, il mantello dell’Ocelot è molto utile per la caccia, in cui utilizza la mimetizzazione tra la folta vegetazione per fare agguati, essendo un animale estremamente agile.

Ocelot: caratteristiche

Ocelot: pelliccia

Difficile dire se ricordi di più il manto maculato di un ghepardo o di un giaguaro, certo è che quello dell’Ocelot è davvero un pelo morbido e particolarmente fitto. Oltre alla varietà delle macchie e delle striature, anche il colore dello sfondo può essere di volta in volta, di esemplare in esemplare, diverso. Grigio o marrone scuro, ma anche giallastro o arancione nella parte superiore, mentre la parte inferiore è quasi sempre chiara.

La sua bellezza gli ha portato anche molti problemi, è stato cacciato massicciamente per la lavorazione della sua pelliccia fino ad essere considerato, tra il 1972 al 1996, un animale a rischio di estinzione con tanto di inserimento nella Lista Rossa della IUCN. Oggi, fortunatamente, la situazione è migliorata ma resta sempre un animale da salvaguardare. Le cose sono cambiate grazie all’impegno di movimenti animalisti che hanno messo in luce quanto stava avvenendo a questo felino.

Ocelot: pelliccia

Ocelot: cucciolo

Ogni coppia ha uno o due cuccioli alla volta. Il periodo degli accoppiamenti dipende dal luogo dove l’animale vive e dal clima che lì vige, ed è l’unico momento in cui i vari esemplari del posto si riuniscono in gruppo. Terminato l’accoppiamento, ciascuno torna per i fatti suoi, a dimostrazione che l’Ocelot non è un animale particolarmente socievole e sociale.

La gestazione dura circa 80 giorni, dopo la nascita per le prime sei settimane i piccoli restano con la mamma nella tana, è sempre lei che si occupa di sfamarli mentre il padre non è assolutamente coinvolto in questo processo di crescita ed educazione alla vita.

Più grandicelli, i cuccioli iniziano ad accompagnare la madre durante la caccia per imparare a procacciarsi cibo da soli per il resto della loro vita. Dopo tre mesi di solito sono completamente svezzati, possono rimanere nello stesso territorio della madre fino a circa 2-3 anni, poi vengono invitati ad allontanarsi e a costruirsi una loro vita indipendente, in una zona diversa.

Ocelot: allevamento

Gli allevamenti di Ocelot sono legati alla loro pelliccia e si spera di vederne sempre meno. Non sono certo animali da allevare ad uso domestico, come animali da compagnia, visto il carattere tendenzialmente solitario e notturno.

Quando c’è luce si nascondono in luoghi appartati e dormono, di notte girano nel loro territorio, marcato con feci e urine, andando a caccia e aggredendo chi vuole invaderlo. Mangiano vertebrati di grossa taglia, oltre 1 Kg di peso, e poi uccelli, pesci, rettili anfibi e invertebrati come granchi e insetti. Non è un animale adatto all’allevamento ma alla libertà.

Ocelot: allevamento

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Pubblicato da Marta Abbà il 1 luglio 2018