Non sprecare: un consiglio e un premio

Non Sprecare

Idee contro lo spreco: tutti possono partecipare e che vincano le migliori, ma soprattutto più sono, meglio è per tutti. Il Premio “Non Sprecare” da 4 anni chiama associazioni e istituzioni, imprese e scuole a pensare a progetti concreti e buone pratiche da diffondere poi, vincitrici o no, il più possibile grazie alla potenza della Rete. E fare Rete, oggi, è la strategia giusta, secondo Antonio Galdo, ideatore del Premio e fondatore del portale “Non Sprecare, una miniera di idee e pareri in continuo aggiornamento e in continua lotta allo spreco.

1) Come è nata l’idea del premio “Non sprecare”?

Il premio è nato da una costola del sito www.nonsprecare.it e dal mio libro “Non sprecare” (Einaudi). La nostra ormai è una comunità, molto attiva, che attraverso la rete scambia utili consigli per risparmiare e per ridurre gli sprechi: così abbiamo pensato di valorizzare le migliori pratiche, premiandole e facendole conoscere sul sito. Il Premio, che anche quest’anno sarà consegnato a fine ottobre all’interno del Festival della Scienza di Genova, è giunto alla quarta edizione.



2) Qual è la mission del premio e a chi si rivolge?

L’idea nasce per valorizzare le buone pratiche orientate a capovolgere il paradigma contemporaneo dello spreco. Per non sprecare dobbiamo essere in tanti: sono certo che noi, tutti insieme, daremo molte più indicazioni dei soliti economisti su quale sia un nuovo modello di sviluppo, più equilibrato e più sostenibile. Il Premio Non sprecare è diviso in quattro categorie: associazioni e istituzioni, imprese, scuole e “Il Personaggio”. Tutti possono partecipare, ed è molto semplice: le istruzioni sono sul sito.

3) Che tipo di riscontro ha il premio sul territorio?

Ogni anno arrivano più di mille candidature, tra i partecipanti ci sono sia le grandi imprese, sia le piccole associazioni e anche tanti singoli cittadini che hanno sperimentato buone idee anti-spreco e le propongono. C’è molta sensibilità su questi temi, e la gente ha capito la forza della Rete per scambiarsi notizie, consigli e indicazioni utili.

4) Quali sono le tematiche e i settori in cui agire contro lo spreco presenti nelle proposte delle imprese?

Innanzitutto attraverso l’innovazione. Non c’è azienda che si rispetti, ormai, che non abbia introdotto innovazioni di prodotto orientate al riciclo, all’uso di nuovi materiali, alla sostenibilità, al risparmio. E questo significa mettere in moto crescita economica, sviluppo e occupazione. Poi ci sono le vere e proprie “invenzioni” come il detersivo che non ha bisogno dell’acqua, o la batteria del cellulare che si ricarica in 20 secondi.

5) E l’interesse delle scuole dove si rivolge?

In molte scuole italiane stanno nascendo corsi intitolati “Non sprecare” e questo per noi è motivo di grande soddisfazione: significa che la battaglia è giusta, e può partire dai primi gradini della formazione. Alcune scuole le abbiamo premiate, altre le abbiamo raccontate. In generale i corsi “Non sprecare” sono la strada per una moderna educazione civica e ai ragazzi piacciono molto, specie se possono abbinarli a qualche esperimento concreto. In una scuola hanno fatto una bicicletta, perfettamente funzionante, con il cartone,  e in un’altra un Tg tutto impaginato con le news degli sprechi.

6) Quanto sono propositive e attive le Istituzioni pubbliche? Con la crisi hanno cambiato atteggiamento?

C’è molta più consapevolezza, anche per lo stato di necessità che nasce dalla crisi. I soldi mancano, specie negli enti locali, e non sprecare significa risparmiare e utilizzare meglio le risorse. Prendiamo l’esempio dell’illuminazione pubblica, che in Italia ha costi spaventosi, i più alti d’Europa, con enormi sprechi. Abbiamo scuole, ospedali e strade illuminate tutti i giorni. Non serve. E cambiare gli impianti significa migliorare il servizio, risparmiare e fare sani investimenti pubblici orientati appunto alla crescita economica. Basta riflettere su quanti interventi in materia di efficienza energetica o di messa in sicurezza delle scuole avremmo potuto fare in Italia non sprecando i soldi per il Ponte di Messina, un’opera che non si farà mai e intanto ci costerà qualcosa come un miliardo di euro.

7) Quando vedremo i vincitori e i loro progetti?

Sceglie la giuria e alla fine di ottobre avremo i vincitori. A loro andranno prodotti biologici dell’azienda Alce Nero & Mielizia per un peso pari al peso del vincitore. Un premio per Non sprecare, appunto…

Pubblicato da Marta Abbà il 26 giugno 2013