Nel cuore della Sila, tra i pini larici più antichi del Mediterraneo, si nasconde una comunità di uccelli che da tre anni racconta la storia di una foresta ancora viva e in salute. Lo dimostra il nuovo studio ornitologico presentato domenica 6 settembre nella Riserva dei Giganti della Sila, che ha censito 60 specie nidificanti, con il 40% di interesse conservazionistico.
Tre stagioni tra alba e notte per svelare i segreti della foresta
Il lavoro di ricerca, firmato da Gianluca Congi e Tommaso Talerico e pubblicato nello “Speciale Sila” del 50° volume della rivista “Gli Uccelli d’Italia” edita dalla Società Ornitologica Italiana, è il frutto di tre stagioni riproduttive consecutive, dal 2023 al 2025. Gli autori hanno monitorato l’avifauna della riserva e delle aree aperte circostanti dall’alba, e in alcuni casi fino a notte inoltrata, per ricostruire con precisione la comunità ornitica che popola questo lembo di Appennino calabro.
Il regno dei pini secolari, testimoni della Silva Brutia
La Riserva dei Giganti della Sila, bene del FAI gestito dal Parco nazionale della Sila, custodisce alcuni dei pini larici calabri più imponenti e famosi d’Italia: colonne vegetali che hanno 350-400 anni e che rappresentano una delle ultime testimonianze dell’antica Silva Brutia. È in questo scenario che gli studiosi hanno individuato le specie più significative dal punto di vista conservazionistico.
Picchio nero e balia dal collare, le sentinelle della foresta matura
Tra le specie che nidificano con certezza nella riserva spiccano il picchio nero, il più grande picchio d’Europa, e la balia dal collare. Non sono solo presenze rare: la loro presenza è un indicatore biologico dello stato di salute di una foresta antica, matura e ben conservata, e conferma il valore ecologico dell’area per la riproduzione di specie di grande rilievo.
Un evento tra scienza, tutela e territorio
La presentazione, moderata dalla direttrice della riserva Simona Lo Bianco nello storico Casino Mollo di Fallistro (Spezzano della Sila, Cosenza), è stata promossa dal FAI con la collaborazione del Gruppo locale di conservazione 121 Sila (GLC Lipu Sila) e della Società Ornitologica Italiana, con il patrocinio del Comune di Spezzano della Sila. Sono intervenuti, tra gli altri, Laura Carratelli (presidente regionale FAI), Tommaso Talerico, Gianluca Congi, Giorgio Berardi (coordinatore regionale Lipu) e Domenico Laratta, presidente dell’autorità regionale per i diritti degli animali della Regione Calabria, che ha chiuso i lavori sottolineando l’importanza degli uccelli per la biodiversità silana.
Conoscere per proteggere
Un progetto di ricerca ampio e condiviso che dimostra come sia possibile fruire dei monumenti naturali in modo consapevole, attraverso una gestione in chiave ecologica capace di conciliare conoscenza scientifica e tutela del patrimonio.

