Nuovo passo avanti per la tutela delle tartarughe marine Caretta caretta nel Mediterraneo. A Ventotene, il progetto LIFE TurtleNest libera in mare giovani esemplari allevati al Turtle Point di Portici, dotandone alcuni di trasmettitori satellitari ultra-leggeri per seguirne gli spostamenti e raccogliere dati preziosi sulla loro sopravvivenza.
A Ventotene il rilascio delle giovani tartarughe
Dopo la sperimentazione avviata nel 2025, che ha segnato la prima applicazione in Italia di microtrasmettitori satellitari su piccoli esemplari di Caretta caretta, il progetto torna in mare con una nuova liberazione nelle acque di Ventotene.
Le giovani tartarughe sono state allevate presso il Centro Ricerche Tartarughe Marine del Turtle Point di Portici, struttura della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli. Una parte degli esemplari sarà monitorata con dispositivi miniaturizzati alimentati a energia solare.
Microtag satellitari grandi come una moneta
I trasmettitori utilizzati sono dispositivi estremamente leggeri: hanno dimensioni simili a quelle di una moneta e pesano meno di 3 grammi, pari a meno dell’1% del peso corporeo delle tartarughe.
Questi strumenti consentiranno ai ricercatori di seguire gli spostamenti in mare, valutare la sopravvivenza degli esemplari e contribuire all’individuazione delle aree nursery del Mediterraneo occidentale.
In totale saranno rilasciati 20 post-hatchling, dieci dei quali dotati di microtag satellitari. Le tartarughe provengono da sette nidi della Campania, schiusi tra il 19 settembre e il 5 ottobre 2025, e hanno raggiunto un peso medio di circa un chilogrammo.
Test di nuoto per verificare l’impatto dei dispositivi
Prima del rilascio, le tartarughe sono state sottoposte a sessioni di nuoto controllato in un piccolo canale con corrente. L’obiettivo era verificare che il microtag non compromettesse la capacità di movimento né aumentasse in modo significativo il consumo energetico.
I ricercatori hanno monitorato parametri come la frequenza respiratoria, la durata del nuoto continuo, la forza esercitata e il consumo di ossigeno. Le prove hanno permesso di valutare l’adattamento degli esemplari sia senza dispositivo sia con il tag applicato sul carapace.
La strategia dell’head-starting
Per aumentare le probabilità di sopravvivenza delle giovani tartarughe, LIFE TurtleNest ha introdotto anche in Italia la strategia dell’head-starting: un programma di allevamento controllato nei primi mesi di vita, ispirato a modelli già consolidati in Spagna.
Nel 2024 la Stazione Zoologica Anton Dohrn ha progettato e attrezzato la prima struttura italiana dedicata a questa attività. Nel 2025 è stata installata anche una incubatrice artificiale presso il Turtle Point, utile per la gestione dei nidi in situazioni critiche o a fine stagione.
Quest’anno, inoltre, è stata introdotta una novità nell’accudimento: i piccoli sono stati ospitati in una vasca condivisa di grandi dimensioni, con un sistema di ricircolo dell’acqua dedicato, rifugi artificiali e modalità di alimentazione pensate per favorire comportamenti utili al ritorno in natura.
I primi risultati del monitoraggio
Le tartarughe già monitorate nel 2025 hanno fornito indicazioni importanti. Secondo i dati raccolti, i giovani esemplari sono in grado di nuotare attivamente e orientare i propri spostamenti anche in direzioni diverse rispetto alle correnti marine dominanti.
Le grandi correnti del Mar Tirreno settentrionale restano però un fattore decisivo nella loro dispersione, influenzando i percorsi e portando alcune tartarughe verso il Mar Ligure o attraverso lo stretto tra Corsica e Sardegna.
Per i ricercatori, il nuovo rilascio servirà a capire se verrà confermato anche quest’anno il modello osservato, in particolare la possibile tendenza degli esemplari a spostarsi verso ovest.
Una rete per proteggere la biodiversità marina
Il progetto LIFE TurtleNest è cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma LIFE ed è coordinato da Legambiente. Coinvolge enti di ricerca, università, istituzioni e realtà territoriali in Italia, Francia e Spagna.
Alla liberazione delle tartarughe collaborano anche l’Area Marina Protetta Isole di Ventotene e Santo Stefano, la Guardia Costiera di Ventotene e l’Ufficio Circondariale Marittimo di Ponza.
La tutela delle Caretta caretta passa così da un modello integrato che unisce ricerca scientifica, conservazione, monitoraggio, educazione ambientale e collaborazione istituzionale.

