Milano e la raccolta dell’umido: un aiuto dal dissipatore

Dissipatore

Il dissipatore, ammesso dalla normativa, aiuta a ridurre la frazione organica dei rifiuti domestici

 
A Milano lunedì 3 settembre è iniziata la distribuzione dei sacchetti per la raccolta differenziata dell’umido, un’avventura (è il caso di dirlo) che coinvolgerà oltre 400mila abitanti a partire dal 26 novembre. Da quella data sarà infatti obbligatorio, per alcune zone della città, raccogliere separatamente l’umido, che rappresenta oggi il 37,4% del contenuto totale del sacco dell’indifferenziata. 
 
Anche i milanesi quindi dovranno prevedere un ulteriore sacchetto per dare il proprio contributo alla nobile causa della salvaguardia dell’ambiente. Sacchetto che potrà risultare scomodo a molti, per via dello spazio spesso ristretto degli appartamenti cittadini e dell’odore provocato dal cibo. La raccolta differenziata della frazione organica dei rifiuti avviene da anni regolarmente in tutti o quasi i Comuni dell’hinterland, ma gestirla in città comprendendo le zone densamente abitate è un’altra cosa.

Rimandare non si può. Milano produce attualmente 1.500 chili di rifiuti solidi urbani al minuto, per 800mila tonnellate all’anno. Finora, ogni milanese ha buttato nell’indifferenziata ogni anno una media di 41 chili di Forsu – Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano , appesantendo così le discariche con un tipo di rifiuto nobile che può invece essere riutilizzato come fertilizzante oppure per produrre nuova energia (biomassa).

La tecnologia potrebbe dare un contributo su tutti i fronti. Esiste per esempio un piccolo elettrodomestico, inventato da InSinkErator negli Stati Uniti nel 1927, chiamato dissipatore, che realmente dissipa ogni forma di rifiuto alimentare, trasformandolo in particelle minuscole che vengono eliminate dallo scarico del lavello, al quale questo strumento viene collegato.

Nel concreto, l’utilizzo del dissipatore permette di mantenere l’igiene in cucina e una maggiore facilità di smaltimento del rifiuto, eliminando all’origine una parte della differenziazione. Triturare il rifiuto organico ed eliminarlo grazie all’utilizzo di un dissipatore non solo è una pratica permessa dalla legislazione italiana, ma riduce la massa di rifiuto nelle nostre discariche già sovraccaricate e, dove è prevista la differenziazione dell’umido, ne abbatte notevolmente i costi di gestione.

Un recente studio sperimentale di fattibilità tecnico-economica svolto a Chieri, finanziato da SMAT e ANIMA-UIDA, con il supporto del Politecnico di Torino e dell’Università degli Studi di Verona, dell’azienda locale di gestione del servizio idrico integrato (SMAT) e dell’autorità di governo dei rifiuti urbani (ATO-R Associazione d’Ambito Torinese per il Governo dei Rifiuti), ha portato interessanti dati a proposito.

Secondo quanto emerso, infatti, il dissipatore evita i costi di raccolta (porta a porta) e di trasporto della Forsu. Secondo i dati pubblicati da ISPRA nel 2011, in Italia in media si può stimare un costo di raccolta, trasporto e trattamento Forsu di 50,1€/fam/anno. La differenza ottenibile mediante l’uso del dissipatore porterebbe a un vantaggio oltre che economico ambientale e di salute. Potenzialmente infatti, se tutte le 22 milioni di famiglie italiane fossero dotate di questo sistema, si verificherebbe un decremento di costi pari a ben oltre mezzo miliardo di euro all’anno.

 

 

Pubblicato da Michele Ciceri il 7 settembre 2012