Metalli pesanti nelle acque

Acque reflue riversate in fiumi e mari, pesci inquinati con mercurio e agricoltura contaminata. Sono solo alcune delle conseguenze che possono provocare i metalli pesanti nelle acque. Nell’aprile del 1998, in Spagna, metalli pesanti contenuti nell’acqua contaminarono una crepa presente sulla diga mineraria della riserva naturale di Coto de Donana, il risultato fu la genesi di 5 milioni di metri di fanco contaminati da piombo, rame, zinco, zolfo e cadmio. Le tracce di questi metalli pesanti fluirono fino al Rio Guadimar, gli esperti stimarono che i danni fatti da tale disastro ambientali potessero essere permanenti soprattutto per l’agricoltura e la pesca, per non parlare del santuario di uccelli più grande d’Europa.

Questo del Sud della Spagna è solo un esempio delle conseguenze nefaste portate dalla presenza di metalli pesanti nelle acque. Gli ingegneri della Brown University stanno sviluppando un sistema efficiente e sostenibile per rimuovere ogni traccia di metalli pesanti dalle acque. Negli esperimenti i ricercatori hanno mostrato come il sistema riduce la presenza di cadmio, rame e nichel, portando le concentrazioni dei metalli pesanti nelle acque, negli standard federali accettabili. La tecnica dovrebbe essere applicata per il risanamento ambientale e nei campi di recupero dei metalli. Purtroppo, il rilascio di metalli pesanti nei corsi d’acqua, è una conseguenza di molte pratiche produttive ed è una prassi attuata da numerose industrie del globo. I metalli pesanti, così rilasciati, contaminano fauna e flora, talvolta possono rimanere tracce di metalli pesanti nelle acque anche per secoli, perpetuando le contaminazioni e il pericolo.

Joseph Calo, emerito professore della Brown University, osserva che i costi elevati e le inefficienti tecniche di esportazione dei metalli pesanti dalle acque, rendono difficile ogni tentativo di bonifica. Afferma il professor Calo “E’ come cercare di mettere il genio nella bottiglia“. Calo e altri ingegneri della Brown University, hanno sviluppato un metodo chiamato “Elettrolitico ciclo/precipitazione” o sistema CEP, tale metodo rimuove fino al 99% di rame, cadmio e nichel, decontaminando l’acqua. Il sistema CEP presenta un grosso potenziale commerciale grazie all’alta efficienza e ai costi contenuti. La meccanica del sistema è descritta in un articolo accademico pubblicato sulla Gazzetta di Ingegneria Chimica.

Pubblicato da Anna De Simone il 19 gennaio 2012