Maiale nano: carattere e prezzo

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Maiale nano, o Maiale Vietnamita, o maiale thailandese, ha tanti nomi ma è lui, è un dolce animale da compagnia, pulito, ebbene sì, e molto affettuoso. Non è un animale da appartamento, il maiale nano, e neanche un compagno di vita per chiunque. Pur essendo uno degli animali esotici sempre più diffusi anche in Italia, non è adatto a tutti, richiede cure particolari e un ambiente adatto, provvisto di un giardino dove correre. Scientificamente il maiale nano è così classificato: classe Mammalia, ordine Artiodactyla, sottordine Suiformes, famiglia Suidae, genere Sus, e specie Sus scrofa domestica.



Maiale nano: carattere

Maiale sì, ma il maiale nano è intelligente e pulito. Curioso e socievole, se lo si coccola e lo si gratta gietro le orecchie e sulla pancia, lo si conquista e ci amerà alla follia. Si mostra in generale amichevole con la cerchia di conoscenti, con il padrone in particolare è fedele e manifesta il forte legame che ha con le persone vicine emettendo simpatici grugniti e scodinzolando.

Non è adatto ad un appartamento ma è molto adatto ad una famiglia il maiale nano , anche se la suddetta famiglia ha un cane. Se non scatta la gelosia, l’altro 4 zampe lo aiuta ad integrarsi e lui volentieri si lascia coinvolgere. Può capitare che il maiale nano con gli estranei sia diffidente e anche permaloso, può manifestare moti di aggressività e di difesa del territorio.

Maiale nano: aspetto

Rispetto ai suoi colleghi di altre razze, il maiale nano ha piccole dimensioni, da adulto diventa paragonabile ad un cane di media-grossa taglia: è lungo in media 90 cm, alto 40, e peso circa 60-70 kg. Per avere un paragone, le razze suine allevate per la carne arrivano a 250-300 Kg.

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Le orecchie del maiale nano sono diritte e la coda non è arricciata, il pelo, fatto poi in verità di setole, è nero, classicamente, ma ci sono tanti esemplari anche bianchi, a chiazze bianche e nere. qualche colore gira, ma è raro. Il maiale nano ha una pancia sporgente, motivo anche di uno dei suoi tanti nomi americani, “potbelled pig”, e in corrispondenza ha una schiena concava.

Il naso del maiale nano è dotato di ottimo olfatto, più che canino, e malgrado le orecchie piccole, ha anche un ottimo udito ed una sensibilità tattile molto sviluppata, particolarmente sul muso.

Maiale nano: addestramento

Il maiale nano è ricettivo e sveglio, si persino, con la pazienza che si ha con un cane, insegnargli a riconoscere il suo nome ed a rispondere al richiamo. Certo, non è facile mettersi ad addestrare un maiale nano che, se sgridato, tiene il muso, volta le spalle e sta fermo per qualche istante.

Per fortuna riconosce nel padrone il capobranco e a quel punto si comincia a ragionare anche se gli resta l’istinto di rotolarsi nel fango per liberarsi dai parassiti della pelle e un insaziabile appetito, motivo per cui gironzola che lo spinge a grufolare dappertutto. Per quanto riguarda i bisogni, li fa sempre nello stesso posto e, se gliene si da la possibilità, in giardino, si fa il bagnetto ogni giorno: possiamo ad esempio dargli una bacinella d’acqua pulita.

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Maiale nano: cure e alimentazione

Tende ad essere obeso il maiale nano, perché è onnivoro e goloso, ingordo, in verità, per dirla tutta. E’ quindi un animale che ha bisogno di esercizio fisico e di una dieta equilibrata. Fosse per lui, passerebbe la vita a cercare qualcosa da mangiare, e non sarebbe difficile visto che mangia di tutto, anche i resti della cucina che, possiamo sì dargli, ma integrati.

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Se ci rivolgiamo al veterinario di fiducia, ed esperto, possiamo farci indicare degli integratori, altrimenti in casa possiamo integrare con un pastone umido a base di farina di mais, farina di soia, fiocchi d’avena, erba medica e fresca, soprattutto cicoria. In autunno gli si ouò concedere la golosità di qualche ghianda matura, ma invece frutta, leccornie e alimenti grassi. Sì alla verdura, invece, da affiancare ai pasti spesso e volentieri.

Quando mangia il maiale nano mastica in un modo che da soddisfazione a chi ha cucinato. Lo fa a bocca aperta non per maleducazione: è un buongustaio. Mescolando l’aria con il cibo, il maiale nano lo sa bene, come lo sanno anche gli assaggiatori professionisti, si liberano le sostanze aromatiche volatili apprezzate dal senso dell’olfatto.

Oltre ad essere alimentato, il maiale nano va anche tenuto pulito: un bagnetto e poi pulire occhi e orecchie, spazzolarlo ma senza angoscia perché le setole sono meno volatili e meno fastidiose del pelo di cani e gatti.

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Maiale nano: prezzo

Non è facilmente reperibile nei normali negozi di animali, a volte lo è su richiesta, a volte no e basta, quindi per avere un maiale nano è meglio rivolgersi a un allevamento specializzato. Il prezzo varia da 50 a 100 euro. Un cucciolo non deve avere mai meno di sei settimane, per essere correttamente svezzato, e quando lo si prende è necessario essere consapevoli che oltre al prezzo di acquisto, il maiale nano richiede spese non trascurabili.

Per le vaccinazioni obbligatorie, la sterilizzazione, qualsiasi sia il sesso, la limatura degli unghioni e, solo per maschi, il taglio delle zanne. Meglio cercarsi un veterinario vicino ed esperto nella cura del maiale nano. Se trattato bene dura dai 10 ai 20 anni, inteso come animale da compagnia, altrimenti viene macellato verso i 16 mesi di età per ricavarne carne.

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Maiale nano: origini

Arriva dal Vietnam e dalla Thailandia in Occidente come una curiosità da mostrare negli zoo. Il maiale nano ha messo piede prima in Svezia e in Canada, poi negli Stati Uniti e lì, a metà degli anni ’80, ha iniziato ad avere grande successo come animale da compagnia.

Oltreoceano il maiale nano è chiamato mini pig (maiale nano) e potbelled pig (maiale pancia a tazza o maiale panciuto), in Italia resta il maiale nano o vietnamita e non è molto diffuso, ma è in netta crescita. Questo grazie anche a George Clooney che ne ha avuto uno fino al 2006, quando è morto compiuti i 18 anni. Il maiale nano ha il suo momento, lungo, di celebrità, anche nei film “Babe maialino coraggioso”, un film simpatico per gli amanti non solo dei maiali, ma degli animali tutti. C’è anche il seguito, con le avventure di “Babe Va In Città” .

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Pubblicato da Marta Abbà il 10 agosto 2015