Longkong: frutto, proprietà e come si usa

Longkong grappolo

Il longkong nasce su un albero tropicale appartenente alla famiglia Sapindaceae, originario della Cina meridionale e che oggi possiamo trovare in Indonesia e in generale nel Sud Est Asiatico. Ha diversi nomi a seconda del paese in cui lo incontriamo, uno dei significati dei termini asiatici usati per definirlo è “occhio di drago” perché effettivamente la sua forma ricorda quella di un bulbo oculare di una creature mostruosa come può essere un drago. Il seme, duro e rotondo, di colore nero, traspare attraverso la polpa che è traslucida per cui si ha proprio l’effetto di una pupilla all’interno dell’iride.



Longkong: pianta

La pianta del longkong è molto diffusa nelle foreste del Sud-est asiatico, è coltivata in Thailandia, Cambogia, Vietnam, India, Malesia, Indonesia e Filippine. Al di fuori della regione, è stato trapiantato con successo e introdotto alle Hawaii e in Suriname. Per crescere in salute e produrre molti frutti ha bisogno di un clima tropicale con temperature alte e elevati tassi di umidità. E’ un albero dalle più che modeste dimensioni, arriva fino a 30 metri di altezza e il suo tronco ha un diametro di circa 70-80 centimetri.

E’ bene sapere che i primi frutti si vedono solo quando supera l’età dei 12-15 anni, ma se si sa portare pazienza poi si viene ripagati. Nel pieno della sua attività produttiva, attorno ai suoi 20 anni, riesce a regalarci anche 100 Kg di frutta in un solo anno. Il tronco ha uno sviluppo irregolare, le radici sono ben ancorate al terreno e visibili anche in superficie, la corteccia ha un caratteristico colore grigiastro coperto da macchie più scure, la resina è molto spessa e il latte che produce il tronco se tagliato è colorato. Il legno è duro, spesso, pesante e resistente, spesso viene usato in loco per la costruzione di case rurali.

La chioma dell‘albero di longkong non è molto voluminosa perché le foglie sono simili a capelli sottili, sono composte e pinnate. Ci sono anche le gemme che sono lunghe e di forma ellittica, posso misurare anche 20 centimetri in lunghezza e 10 centimetri in larghezza mentre gli steli dei germogli sono di massimo 12 millimetri.

Dai rami più grandi o addirittura del tronco di questa pianta possono pendere delle infiorescenze con i fiori, ogni grappolo ne può contare anche 5. I fiori sono molto piccoli e hanno gli steli corti, con una corona più dura e a forma di uovo da 3 millimetri e uno stame di 2 millimetri con la parte superiore rotonda. Questo fiore è considerato il fiore ufficiale della provincia indonesiana di Sumatra Meridionale.

Longkong: frutto

Tra luglio e settembre sulla pianta maturano i frutti, soprattutto, ma li possiamo raccogliere tutto l’anno e mangiarli prettamente crudi oppure conservati nello sciroppo. Le popolazioni locali fanno la distinzione tra due tipologie di longkong, considerando la sua pelle. Quando è spessa e quando è sottile, la variazione può essere anche di diversi millimetri.

Il frutto può avere diverse forme, ellittica, ovale, o rotonda, e misura circa 7 centimetri, assomiglia ad una piccola patata ma in grappoli come fossero acini di uva con la pelle coperta da peli biondi sottili. All’interno ci sono dei semi piatti, da uno a tre, ricoperti da uno spesso aril di colore chiaro, biancastro, dal sapore agrodolce. La polpa del longkong è molto dolce e ricca di saccarosio, fruttosio e glucosio. In entrambi i tipi di frutto citati, con pelli di dimensioni diverse, il gusto si conserva identico, dolce ma con un tocco amaro e acidulo. Sembra un mix tra il pompelmo, l’uva e le banane.

Longkong frutto

E’ molto importante azzeccare il momento in cui è maturo al punto giusto in modo da godere di questo mix di sapori senza che sia troppo dolce, o troppo aspro. Per capirlo possiamo dare un’occhiata alla pelle che non deve essere verde – segno che è ancora acerbo – ma acquisire una tinta più verso il giallo. La buccia al proprio interno ha una linfa che se si sprigiona si rivela lattiginosa e appiccicosa mentre sia la polpa che il seme sono di colore verde chiaro. Nessun problema a mordere la prima, anzi, mentre il secondo può risultare molto amaro e sgradevole al palato.

Longkong: come si magia

Soprattutto la tipologia di longkong con la pelle più sottile si rivela estremamente facile da sbucciare e mangiare. Si preme con le dita in modo molto leggero laddove nella pelle si inserisce lo stelo e lo si riesce così ad aprire senza particolare sforzo. A questo punto si può dividere il frutto in due parti e staccare la pelle lucida dal colore bruno giallastro per poter tenere tra le mani la parti di polpa traslucida dentro a cui spesso si trovano i semi. Ora non ci resta che gustarla, da fresca.

Non bisogna aspettare troppo tempo a mangiare il longkong dopo che è stato raccolto perché tende ad annerire dopo poco più di 50 ore anche e il gusto non deteriora se non dopo molti più giorni.

Longkong: proprietà

Tante sono le proprietà di questo frutto che nella medicina tradizionale orientale vengono usati per il trattamento di malattie anche molto diverse tra loro. Prima di tutto contiene moltissima vitamina C e tiamina, e poi anche la riboflavina che aiuta a combattere l’emicrania mentre la niacina riduce il colesterolo “cattivo” (LDL) e fa aumentare il colesterolo “buono” (HDL) nel sangue. Il longkong contiene anche molti sali minerali come calcio, ferro e fosforo.

Altre parti del frutto vengono utilizzati per curarsi, i semi ad esempio, così amari, sono un ottimo vermifugo e possono essere impiegati anche per produrre farmaci contro l’ulcera. Il pericardo combatte gli attacchi di diarrea, la corteccia invece la malaria ma se ridotta in polvere si trasforma in un rimedio per trattare le punture di scorpione. Anche la pelle torna utile e non solo per la diarrea ma anche come repellente per le zanzare se essiccata e bruciata.

Longkong in cucina

Nei suoi luoghi di origine questo frutto è molto apprezzato e non solo come semplice frutto. Lo troviamo utilizzato anche per preparare zuppe, snack e dessert di vario tipo, oppure come ingrediente per salse agrodolci. I longkong possono essere anche conservati in scatola con sciroppo e venduti nei supermercati. I semi così amari, se bolliti, hanno un caratteristico sapore di noce. Troviamo nella cucina cinese anche i longkong essiccati e utilizzati per preparare tipiche zuppe dolci.

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Pubblicato da Marta Abbà il 8 Gennaio 2021