L’Italia firma per proteggere i funghi

L’Italia ha aderito al Fungal Conservation Pledge, l’iniziativa internazionale nata per dare ai funghi un posto riconosciuto nelle politiche di tutela della biodiversità. L’annuncio è arrivato da Yerevan, in Armenia, a margine della COP-17 della Convenzione sulla Diversità Biologica, durante la reception di alto livello dedicata al Pledge.

L’annuncio del Sottosegretario Barbaro

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A comunicare l’adesione è stato il Sottosegretario all’Ambiente e alla Sicurezza Energetica, Sen. Claudio Barbaro. Secondo Barbaro, con questa scelta l’Italia rafforza il proprio contributo alla tutela di una componente essenziale della biodiversità, definita come “ancora non pienamente riconosciuta”.

Perché i funghi contano

I funghi svolgono un ruolo chiave nel funzionamento degli ecosistemi, nella salute dei suoli e nei processi di ripristino ambientale. Decompongono la materia organica, riciclano i nutrienti e stringono alleanze con le radici delle piante: un lavoro invisibile da cui dipendono foreste, campi e interi habitat. Eppure, nelle strategie di conservazione, sono rimasti a lungo in secondo piano rispetto a flora e fauna.

Il legame con il Quadro di Kunming-Montreal

Per il Sottosegretario, la conservazione dei funghi è parte integrante degli sforzi italiani per attuare il Quadro globale per la biodiversità di Kunming-Montreal, l’accordo che fissa gli obiettivi mondiali per fermare e invertire la perdita di natura. Aderendo al Pledge, l’Italia si unisce ai Paesi già coinvolti e si impegna a collaborare con i partner internazionali perché il ruolo dei funghi trovi spazio crescente nell’attuazione del Quadro.

Un’occasione per la micologia italiana

L’iniziativa rappresenta anche un’opportunità per valorizzare il patrimonio scientifico e le competenze italiane in ambito micologico, un settore in cui il Paese vanta una solida tradizione di ricerca.