L’Alveare che dice Sì cerca nuovi Gestori!

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L’agricoltura a km0 passa dal web: l’Alveare che dice Sì, la rete di gruppi d’acquisto che mette in contatto diretto produttori e consumatori allarga la sua rete e cerca nuovi Gestori, persone che vogliano aprire un proprio “Alveare”.



L’Alveare che dice Sì: di cosa si tratta

Un nuovo modo di fare la spesa e di mettere in contatto diretto chi produce con chi compra, puntando tutto su sostenibilità, rispetto dell’ambiente e piccola produzione locale. Questo è L’Alveare che dice Sì.

Ogni “Alveare” è un gruppo di persone che si unisce per comprare frutta, verdura, pane, formaggi e altri prodotti alimentari direttamente dai piccoli produttori del territorio, attraverso una piattaforma online.

Qual è l’obiettivo dell’Alveare che dice Sì

L’obiettivo è quello di sapere da dove viene quello che mangiamo, chi lo ha prodotto, che strada ha fatto per arrivare sulla nostra tavola. E di abbracciare un modello alimentare più etico e sostenibile, in cui si compra solo ciò di cui si ha bisogno e si attribuisce il giusto valore al lavoro di chi produce.

Quanti sono gli Alveari in Italia e come si fa la spesa

Finora di Alveari ne sono nati 160 in tutta Italia, e più di 1300 sono i produttori hanno aderito a questa rete.

Fare la spesa è semplice:

  • si visita il sito alvearechedicesi.it
  • si controlla sulla mappa qual è l’Alveare più vicino a casa
  • ci si iscrive gratuitamente e, quando lo si vuole, si fa la spesa online.

Non ci sono abbonamenti né minimi d’ordine. Il giorno della distribuzione, nel luogo fisico che ospita l’Alveare, i produttori arrivano a consegnare personalmente la spesa ai clienti, ricreando un piccolo mercatino effimero. È un momento molto importante per la comunità degli Alveari, ed è ciò che distingue questo sistema da altre piattaforme di spesa online. Il cliente, infatti, oltre a ritirare la spesa, può confrontarsi con gli altri membri, con i produttori e con il Gestore dell’Alveare.

Il Gestore dell’Alveare: una figura chiave

Non esiste Alveare senza un Gestore: è lui infatti la persona che riunisce la comunità, seleziona i produttori, apre le vendite attraverso il sito. Ma soprattutto è lui che accoglie, durante la distribuzione, i membri della sua comunità. Diventando così il riferimento della spesa genuina nel quartiere. Per questo suo lavoro, il Gestore guadagna il 10% di ogni vendita settimanale. Un piccolo introito, che però può diventare un interessante reddito complementare. E “fare il Gestore” per qualcuno è già diventata una professione: come Ileana, ad esempio, che oggi a Milano gestisce due Alveari, e che ha lasciato il suo vecchio lavoro per dedicarsi all’Alveare che dice Sì a tempo pieno. “Il gestore di un Alveare diventa un vero e proprio punto di riferimento per la propria comunità e per i produttori che se credono davvero nel progetto lo sposano fino in fondo, dando fiducia al gestore stesso”, spiega Ileana. “Ci vuole impegno e passione, ma si ottengono risultati bellissimi anche in termini di condivisione e sinergia”.

E Gestore può diventare davvero chiunque: l’insegnante, il pensionato, il libero professionista, la casalinga… basta solo visitare il sito dell’Alveare che dice Sì e candidarsi cliccando su “Aprire un Alveare”.

Perché diventare Gestore di un Alveare

Se vi chiedete perché diventare Gestore di un Alveare potete guardare questo video dove alcuni Gestori raccontano la loro esperienza.

L’Alveare che dice Sì: modello di remunerazione

Nell’Alveare, il Produttore vende direttamente i suoi prodotti ai Membri e paga delle spese di servizio che corrispondono al 20% del suo fatturato. Non ci sono intermediari, si tratta di una vendita diretta seguita da un servizio di fatturazione.

L’Alveare che dice Sì! propone un modello giusto e solidale: ogni produttore fissa liberamente i prezzi della vendita perché è colui che ha il maggior numero di elementi per valutare quale siano quelli giusti. Le spese del sistema sono fisse e modeste.

alveare modello remunerazione

Alcuni numeri dell’Alveare che dice Sì

35 Km: è la distanza media che i produttori percorrono per consegnare i loro prodotti ad un Alveare.

30% degli agricoltori in Italia vendono i loro prodotti in circuiti di filiera corta.

Da 10 a 20 volte di più di petrolio utilizzato per trasportare in aereo un frutto prodotto in un altro continente rispetto ad un frutto locale di stagione.

9.115 Km è la distanza percorsa dagli ingredienti di uno yogurt industriale prima di arrivare nel nostro frigo.

600.000 è il numero di posti di lavoro che potrebbero essere creati nel settore agricolo grazie alla filiera corta.

Pubblicato da Matteo Di Felice il 16 marzo 2018