La sostenibilità della vita in ufficio

 Stress in ufficio

Un sondaggio di Wakefield Research commissionato dalla società di informatica Citrix testimonia che un aiuto all’ambiente lo si può dare in tanti modi, anche rendendo più sostenibile la vita in ufficio alle persone con il telelavoro e una maggiore flessibilità. Le tecnologie per farlo esistono (compresi software per la rilevazione delle presenze anche sui dispositivi mobili), basta volerle usare.

Lavorare con un “sapientone”, presenziare a eventi aziendali a cui non si vorrebbe partecipare, avere un capo che si prende il merito degli sforzi, sono tutte cose che rendono il lavoro noioso, stressante e a volte addirittura controproducente. Meglio allora lavorare da casa, almeno un giorno alla settimana, anche a costo di rinunciare a qualcosa.

Secondo lo studio di Wakefield il lavoro da remoto potrebbe rivelarsi una pratica virtuosa nell’ottica della sostenibilità per via dei minori spostamenti che renderebbe necessari, con conseguente riduzione del traffico, del consumo di carburante e dell’inquinamento in città, ma potrebbe anche migliorare la vita delle persone aiutandole a conciliare lavoro e famiglia.

Il sondaggio è stato condotto tra oltre 1.000 dipendenti di uffici americani nel mese di giugno 2012. Rivela le tendenze e i motivi per i quali le persone sentono di avere bisogno di prendersi una pausa dall’ufficio, oltre a come svolgerebbero il lavoro da casa o mentre sono in vacanza.

La seccatura degli eventi aziendali. Quasi tre quarti dei dipendenti degli uffici detestano segretamente almeno un evento aziendale; il 34% non ama partecipare agli eventi in maschera, mentre il 31% eviterebbe volentieri le attività di team-building. L’evento aziendale meno apprezzato dagli uomini (42%) sono i baby shower durante i quali si festeggia la futura nascita di un bambino, mentre le donne (31%) non sopportano le foto.

Le fonti di stress in ufficio. Stringere delle profonde amicizie sul lavoro non è insolito, ma capitano anche colleghi con cui si hanno rapporti difficili. Quasi la metà degli interpellati (49%) lavora con un “sapientone” e il 44% con un “piagnucolone”. Il 51% ritiene che una persona che “si lamenta in continuazione” sia il peggior tipo di collega che possa capitare.

Cattivi capi. Al primo posto tra i peggiori tipi di responsabili c’è il capo che ruba le nostre idee (37%), seguito da un capo “sapientone” (33%). Al 27% degli interpellati non piace un capo che li ignora. Molte persone stanno diventando più creative nell’escogitare modi per evitare i loro capi. Il 30% dichiara di avere pianificato le proprie ferie in base a quelle del capo in modo da ottimizzare la quantità di tempo da non trascorrere insieme. Questo non avviene solo tra i ruoli di gerarchia inferiore: il 39% degli interpellati a livello dirigenziale e manageriale ammette di adottare questo stratagemma rispetto al 27% dei colleghi con posizioni di minore responsabilità.

Quanto vale per voi? La maggior parte di chi non ha mai lavorato in remoto (64%) identifica almeno un vizio o un piacere molto comune a cui sarebbe disposto a rinunciare pur di lavorare da casa anche solo per un giorno alla settimana: pausa pranzo (32%), alcol (25%) e caffè (20%).

Abbigliamento da Home Office. Chi lavora da casa a volte si vanta di stare in pigiama tutto il giorno e per la maggior parte delle persone lavorare da casa significa vestirsi in modo casual, ma solo entro certi limiti. Quasi la metà (49%) di chi ha lavorato da casa dice che tende a indossare jeans e una maglietta durante il lavoro, stando seduti sul divano. Il 25% tende a rimanere in pigiama, mentre il 7% punta alla semplicità… estrema, lavorando anche solo in biancheria intima

Rispondi o Ignora. Immaginate di essere finalmente in vacanza, tutto è perfetto fino a quando arriva quell’e-mail di lavoro urgente. È sorprendente che la stragrande maggioranza degli interpellati (72%) affermi che è più probabile che risponderà immediatamente all’e-mail invece di ignorarla.

“Tutti questi risultati dimostrano quello che chi, come noi, lavora in ufficio già sa: la vita in ufficio spesso può essere impegnativa”, ha dichiarato Kim DeCarlis, Vice President of Corporate Marketing di Citrix. “Questo sondaggio prova che le aziende potranno trarre vantaggio da una maggiore flessibilità nel consentire ai dipendenti di lavorare ovunque si trovino. Mettere le persone nelle condizioni di conciliare la vita professionale con quella privata può sollevare il morale e aumentare la produttività. Inoltre, oggi sono disponibili numerosi strumenti e tecnologie che consentono alle persone di poter lavorare da qualsiasi luogo. Si tratta di una soluzione favorevole per tutti: aziende e dipendenti”.

 

 

Pubblicato da Michele Ciceri il 4 settembre 2012