La Bioraffineria di Starbucks

Il 39% della popolazione americana prova forti sensi di colpa per gli sprechi alimentari, voi italiani come vi sentite al riguardo? Sembra che neanche la crisi economica riesca a far quadrare il bilancio alimentare di aziende e famiglie, così, a fine mese si gettano via grosse quantità alimentari. Starbucks, la catena di caffetteria tanto amata dai giovani, ha deciso di concentrarsi sulla faccenda e con una strategia di riciclaggio sta mettendo su un nuovo business che tratta bioplastiche.


Con il riciclaggio di ingredienti scaduti e scarti alimentari come prodotti da forno e fondi di caffè, Starbucks avvierà una produzione di plastiche sostenibili, detersivi per il bucato e altri prodotti di uso commerciale. Il nuovo business di Starbucks sfrutta gli scarti delle caffetterie per alimentare una vera e propria bioraffineria.

Il progetto pilota è il risultato della collaborazione tra Starbucks e i ricercatori dell’Università di Hong Kong. Il progetto è stato presentato al 224° Congresso Nazione & Expo dell’American Chemical Society. Durante l’evento, Carol SK Lin ha affermato che Starbucks intende trasformare i suoi rifiuti in una nuova ricchezza sostenibile come detersivi bioplastiche e prodotti di utilità quotidiana: “la strategia mira a ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti alimentari e produrre reddito trattando i rifiuti in modo sostenibile“.

La bioraffineria sfrutterà i rifiuti alimentari prodotti da Starbucks mediante un processo chimico che adopera dei particolari organismi in grado di convertire le basi di carboidrati presenti negli scarti alimentari in zuccheri semplici. Con l’aggiunta di azoto, il composto sarà ideale per favorire la crescita batterica. A partire dagli zuccheri, i batteri produrranno acido succinico, il sottoprodotto che i ricercatori cristallizzeranno in polvere bianca.

Starbucks sta per ottenere la sua seconda miniera d’oro! Proprio di recente, l’US Department of Energy, ha steso un elenco di 12 materie prime fondamentali per la produzione industriale, l’acido succinico è tra questi. L’acido succinico potrebbe trovare applicazioni in svariati settori così da essere impiegato per la produzione di detersivi, bioplastiche o addirittura farmaci.

Il progetto pilota è in attesa degli ultimi test -e finanziamenti!- prima di essere applicato su ampia scala.

Pubblicato da Anna De Simone il 29 agosto 2012