Kaki, coltivazione e consigli

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Kakicoltivazione e consigli: dalla messa a dimora alla raccolta. Cure per raccolti abbondanti e preparazione del terreno più idoneo. Coltivazione del kaki in vaso o in piena terra.

Il kaki è poco esigente, tuttavia, chi intende coltivare kaki in vaso dovrà scegliere contenitori dalle dimensioni adeguate e impartire molte più cure. La forma di coltivazione in vaso è quella ad alberello, meno produttiva ma necessaria per mantenere dimensioni ridotte.

Il kaki, quando coltivato in piena terra e in condizioni favorevoli di terreno e di clima, può sviluppare una folta chioma e raggiungere fino ai 10 metri di altezza.

Kaki, pianta e varietà da coltivare

Il kaki, botanicamente conosciuto come diospiro (o meglio, diospyros kaki) è una pianta originaria della Cina meridionale, importata in Europa a metà Ottocento. Stando a testimonianze storiche, la prima pianta di kaki, in Italia, è stata messa a dimora a Firenze, nel giardino di Boboli, nel 1871.

I primi impianti specializzati nella coltivazione di kaki furono realizzati in Provincia si Salerno, nell’agro Nocerino-Sarnese. Oggi, in Italia, si producono oltre 51.000 tonnnellate annue su un territorio inferiore ai 3.000 ettari.

L’apparato radicale del kaki, nelle piante giovani sviluppate a partire dal seme, presenta un lungo fittone. Al momento del trapianto delle piante giovani, eliminando il fittone, si svilupperanno delle radici orizzontali che in condizioni favorevoli si allungheranno e svilupperanno con proiezioni superiori fino a due volte quella della chioma.

In Italia, la varietà di kaki da coltivare è quella “Kaki Tipo”, tuttavia di recente si inizia ad apprezzare una varietà spagnola detta Rojo brillante, altrettando consigliata.

Chi referisce varietà a pezzatura media, può coltivare la varietà O-Gosho che produce frutti di 140 – 180 grammi. Il kaki tipo (quello più diffuso in Italia), presenta frutti dalla pezzatura grossa, dai 200 ai 250 grammi. I frutti della varietà Rojo brillante sono ancora più grossi con un peso medio compreso tra i 230 e i 270 grammi. Spesso, i frutti di questa varietà sono confusi con il più popolare kaki mela. I frutti kaki mela appartengono CFNA, Costanti alla fecondazione con frutti Non Astringenti. Questi kaki sono conosciuti come kaki mela perché sono buoni già al momento della raccolta e presentano una polpa croccante. Anche il kaki mela può essere coltivato facilmente nel frutteto familiare seguendo le stesse indicazioni di coltivazione delle altre varietà di kaki (quelle dalla polpa molle e dolce).

Kaki, coltivazione

Le piante giovani sono meno resistenti al freddo e hanno bisogno di più cure. Molto pericolose sono le gelate tardive che si verificano in primavera. Le gelate tardive possono distruggere i germogli fiorifere e quindi limitare la produzione di frutti.

Anche le gelate precoci (quelle che si verifica a inizio autunno) possono danneggiare il raccolto andando a limitare o rovinare i frutti in pieno sviluppo.

Vento e grandine sono altrettanto pericolosi perché potrebbero causare macchie sul frutto o addirittura distruggere quelli più maturi.

La pianta di kaki germoglia a metà aprile e porta a manutrazione i frutti nel periodo autunnale. La fioritura del kaki, si verifica, orientativamente tra maggio e giugno, in relazione all’andamento climatico e la zona in cui è stata messa a dimora la pianta.

Al momento della messa a dimora per coltivare piante di kaki, bisogna preparare un terreno ben drenante. Il terreno più idoneo alla coltivazione del kaki è a medio impasto, con pH leggermente acido (compreso tra i 6,5 e i 6,7). Il terreno dovrebbe essere dotato di sostanza organica in percentuale del 2 – 2,5 per cento. Il suolo dovrebbe essere fresco così da non dover irrigare la pianta, in caso di terreni secchi, sarà necessario provvedere a irrigazioni.

Il kaki si può coltivare in tutta Italia: riesce a sopravvivere a temperature molto rigide, fino a 10 – 15 °C sotto zero. Si adatta bene agli inverni miti del Meridione d’Italia perché ha un modesto fabbisogno di freddo e può essere coltivato senza problemi nel Settentrione.

Kaki dolce o amaro, dalla polpa croccante o molle

Il kaki dalla polpa croccante, buono fin dal raccolto, è il kaki mela. I kaki dalla polpa molle e dolce, presentano pezzatura più elevata e hanno bisogno di qualche accorgimento al momento del raccolto per ottenere una buona maturazione ed evitare che la polpa possa risultare amara. Per tutte le informazioni vi rimandiamo alla pagina: quando raccogliere i kaki.

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Pubblicato da Anna De Simone il 5 dicembre 2016