Interporto di Torino sperimenta la logistica sostenibile

Immagine dall'alto dell'Interporto di Torino

L’Interporto di Torino, nell’ambito dei progetti per una logistica sostenibile, ha attivato una collaborazione con il Politecnico di Torino per la sperimentazione dei sensori senza fili per la rilevazione del traffico WIM e WSN, due sistemi presentati nei giorni scorsi al congresso mondiale dell’ITS (International Telecommunication Society) a Vienna.

L’adozione di sistemi WIM consente l’acquisizione di informazioni sulla tipologia dei mezzi che, integrate a quelle relative ai flussi, risultano essenziali non solo per una più completa rilevazione e analisi riguardo al traffico e alle diverse modalità di deflusso, ma anche funzionali all’elaborazione di nuove strategie per una corretta gestione delle infrastrutture stradali: manutenzione, sicurezza nella circolazione, riduzione degli inquinanti.

Migliorare la distribuzione urbana delle merci è una delle condizioni indispensabili per rendere sostenibile lo sviluppo futuro delle città. Un obiettivo che non può prescindere però da un’approfondita, seria e precisa analisi dei flussi veicolari che quotidianamente interessano le aree urbane.

“Società Interporto di Torino  S.p.a. – ha dichiarato la presidente Daniela Ruffino – ha deciso di sperimentare queste tecnologie nell’area della piattaforma logistica. Siamo certi che ci forniranno indicazioni utili per ottimizzare i processi distributivi e favorire una logistica sostenibile. Immaginiamo inoltre che il loro utilizzo potrà essere utile alle amministrazioni delle grandi aree metropolitane da tempo alla ricerca di soluzioni in grado di rispondere ai problemi legati al traffico”.

La rete di sensori WIM e WSN, installati all’interno della pavimentazione stradale della piattaforma logistica, è stata dislocata in modo da coprire quattro macro-aree in cui è stato suddiviso il territorio dell’Interporto, ciascuna predisposta di access point dotati di modem GPRS per la trasmissione dei dati raccolti, 6 ripetitori e 32 sensori magnetometrici (per un totale di 16 corsie di rilevamento).

Questa tecnologia evidenzia parecchi vantaggi: sensori e ripetitori non necessitano di collegamento elettrico; gli access point sono predisposti con un unico cablaggio per la configurazione e l’alimentazione; in caso di operazione di manutenzione o di rifacimento del manto stradale è possibile rimuovere il sensore in maniera agevole senza danneggiarlo.

Ad integrazione del processo di studio del traffico attraverso sensori WIM e WSN,  è stato predisposto un modello di simulazione che permette ulteriori valutazioni riguardo ai dati raccolti, ad esempio legati alla stima dei consumi e delle emissioni inquinanti prodotte, che forniscono sicuramente un prezioso ausilio nella gestione o nell’eventuale potenziamento e miglioramento delle infrastrutture viarie.

Pubblicato da Michele Ciceri il 29 ottobre 2012