Tecniche di innesti, elenco e istruzioni

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Gli innesti sono metodi di propagazione molto diffusi. Grazie agli innesti è possibile ottenere una pianta molto più robusto rispetto a quella di partenza. Oggi analizzeremo ogni tipo di innesto.

Il periodo migliore per fare gli innesti

Per sapere quando eseguire un innesto vi rimandiamo all’articolo Quando si fa l’innesto? perché il periodo ideale varia in base al tipo di innesto ma soprattutto in base alla pianta da innestare; in ogni caso si dovranno preferire le giornate con elevata umidità e con assenza di vento.

Quali sono le principali tecniche di innesti?

Innesti a spacco
L’innesto a spacco si differenzia in due sotto-categorie rispettivamente denominate “doppio spacco inglese” o “a spacco inglese semplice“.  Si tratta degli innesti che danno maggiori garanzie di attecchimento. Per praticare questi tipi di innesti a spacco bisogna avere piantini delle dimensioni pari alle marze da innestare, affinché combacino in modo ottimale le due superfici di taglio. Per la legatura dell’innesto a spacco, è ottimo il nastro isolante mentre per molte altre tecniche di innesto si consiglia la rafia. 

Innesti a corona 
Con l’innesto a corona, molto diffuso quando si parla di innestare agrumi, la marza viene inserita tra corteccia e legno del soggetto da innestare dopo che è stata ben preparata la parte basale. L’innesto a corona presenta maggiori possibilità di attecchimento per innesti selvatici di maggiori dimensioni.

Innesti a triangolo 
L’innesto a triangolo richiede una certa pratica. Può dare ottimi risultati ma solo se eseguito a dovere. E’ più resistente alle scosciature se paragonato ai tipi di innesto a spacco o a corona.

Innesto zufolo (nella foto in basso)
E’ tra gli innesti più diffusi tra le generazioni passate di contadini anche se attualmente è stato abbandonato. Il suo abbandono è dovuto al fatto che lascia molte zone scoperte dalle quali possono insorgere malattie o attacchi parassitari. L’innesto zufolo va eseguito in primavera, quando le piante sono già ricche di linfa. Viene innestato un anello della corteccia provvisto di gemma: una volta inserito l’anello della marza (il suo diametro deve combaciare perfettamente a quello della pianta scelta) si dovranno riunire verso l’alto o eliminare i lembi di corteccia del portainnesto.

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Innesti a occhio o innesti a scudetto
Si esegue nella prima metà di agosto e richiede molte cure. Per l’esecuzione si sceglie una gemma dormiente. Si opera un taglio a T nella corteccia del portainnesto, si sollevano i lembi e si inserisce l’occhio. L’innesto a occhio è anche conosciuto come innesto a scudetto.

Innesto a omega
Con l’innesto a omega occorre scegliere una marza dalle gemme stazionarie, ovvero che non hanno iniziato a rigonfiarsi. Per questo motivo occorre staccare dalla pianta madre, in pieno inverno, il ramo o i rami destinati a fornire le marze.

Innesto a gemma 
L’innesto a gemma è tra le tecniche di innesto più semplici da operare. Gli innesti a gemma sono popolari in frutticoltura perché hanno un’alta probabilità di successo.

Pubblicato da Anna De Simone il 25 novembre 2014