Tecniche di innesto

innesto

Le tecniche di innesto sono molteplici tanto che si possono suddividere in due grandi categorie: innesto a gemma e innesto a marza. Tra gli innesti a gemma troviamo quello a occhio, a scudo, a pezza, a zufolo… generalizzando si può affermare che gli innesti a gemma sono appunto costituiti da una gemma unita a una parte corteccia.

A differenza dell’innesto a gemma, in quello a marza il nesto (denominato anche marza o calma) è costituito da una porzione di ramo lungo 10-12 centimetri e provvisto di 2 o 3 gemme. L’innesto a marza viene praticato soprattutto all’inizio della ripresa vegetativa ed è molto più diffuso dell’innesto a gemma grazie alla sua facilità di compimento. L’innesto a gemma è più complicato da eseguire e, a facilitare il compimento dell’innesto a marza in commercio si trovano delle particolari innestatrici.

A livello descrittivo possiamo affermare che la marza è formata da un corpo, dato cioè dal tratto di ramo provvisto di gemme, e da una coda, costituita dalla parte terminale che viene diversamente incisa a seconda della tecnica di innesto.

Gli innesti a marza più comuni sono quello a incastro e quello a omega. Per queste tecniche di innesto, il materiale che costituisce il nesto deve essere perfettamente stazionario, in altre parole le sue gemme non devono avere iniziato a rigonfiarsi. Prima di iniziare l’innesto a marza sarà necessario staccare dalla pianta madre in pieno inverno il ramo o i rami destinati a fornire le marze. I rami dovranno essere poi conservati in un locale freddo e buio. I contadini, per conservare le marze dall’inverno fino alla primavera successiva, erano soliti chiuderli nei sacchetti di plastica neri e porli in cantina al buio. Idealmente le marze dovrebbero essere conservate in un locale dalla temperatura compresa tra 0 e 3 gradi, ben chiusi in un sacchetto di plastica (magari anche in frigorifero).

fare innesto alberi da frutta

Forbice da innesto

Come è chiaro, abbiamo dedicato una grande quantità di pagine agli innesti degli alberi da frutto, questo perché le tecniche sono diverse e nulla deve essere lasciato al caso, a partire proprio dal taglio. Per aumentare le possibilità di attecchimento, oltre all’impiego di un mastice stimolante, è necessario praticare un taglio netto, pulito e senza sbavature. Un taglio non netto potrebbe causare sofferenze alla pianta e compromettere il successo dell’intera operazione. E’ per questo che è consigliato usare coltelli ben affilati o forbici predisposte per il taglio a omega, a gemma… L’uso del coltello da innesto è consigliato solo a chi ha una grande praticità ed esperienza. Per facilitare l’intera operazione, anche i professionisti di settore ormai impiegano apposite forbici da innesto. Le forbici da innesto non sono costose e sul mercato se ne trovano di esclusive per un tipo di taglio o di più versatili e quindi adattabili per fare diversi tipi di innesto. Tra le varie proposte d’acquisto vi segnalo quelle che sembrano essere le forbici da innesto dal miglior rapporto qualità/prezzo:

Queste forbici da innesto consentono di ottenere con facilità tagli a omega, a spacco e a incastro (tagli a U, a V e a omega), inoltre è dotato di due lame supplementari e delle classiche lame per la potatura della pianta. Le forbici da innesto citate hanno caratteristiche analoghe. Le uniche differenza stanno nel produttore e nel fatto che la forbice più costosa consente di tagliare rami più doppi, dal diametro maggiore rispetto alle forbici Tofren che vedono un’apertura massima di 12 mm.

Realizzate in acciaio e plastica resistente. Il sistema di taglio per l’innesto è particolarmente indicato per innestare piante da frutto anche se si adatta bene su rami legnosi (rose, vite e altre piante ornamentali). Entrambi i prezzi indicati prevedono spese di spedizioni gratuite.

Come fare un innesto a un albero da frutto?

  1. Scegliere portainnesto e marza
  2. Regolare le forbici al tipo di taglio (e innesto) desiderato
  3. Tagliare la marza e il ramo del portainnesto dove si desidera impiantare la marza
  4. Congiungere la marza al portainnesto aggiungendo del mastice
  5. Sigillare con rafia o nastro da innesto.

Pubblicato da Anna De Simone il 10 ottobre 2013