Incubazione delle uova per i principali animali domestici

Incubazione delle uova

L’incubazione delle uova non è una pratica standard che per tutti i volatili funziona in ugual maniera. Ci sono specie in cui dura poco, altre in cui sembra non finire mai, ma le differenze non riguardano solo la durata, bensì molti altri aspetti da etologo, anche, molto interessanti da indagare, Con i pennuti accade qualcosa di olto simile a quello che accade con la gestazione di molti mammiferi: ciascuno di essi ha delle sue linee guida, se così possiamo chiamarle. Andiamo a scoprirne alcune, con curiosa passione per la natura che nasce, nonostante tutto, di continuo e speranzosa.



Incubazione delle uova di gallina

Per incubare le uova di gallina con una incubatrice, pratica comune, è necessario prepararla e aggiustare le varie regolazioni almeno 3 giorni prima, soprattutto c’è da dare una occhiata molto attenta a parametri essenziali di questo dispositivo e importanti per le galline. La temperatura e l’umidità. Devono essere già ottimali per quando ci infiliamo le uova per cui per tre giorni dobbiamo settare al meglio questi numeri.

Quando le uova sono già nell’incubatrice se ci tocca fare delle regolazioni, dobbiamo sapere che influiranno sulla schiusa facendo un effetto negativo. Sempre per la massima resa è necessario collocare l’incubatrice in un posto in cui non sia soggetta a correnti d’aria ma nemmeno allo stesso tempo colpito direttamente dai raggi solari.

Se le uova sono state conservate in un frigorifero, prima di metterle nell’incubatrice meglio se le manteniamo a temperatura ambiente per almeno 2 – 4 ore per evitare degli sbalzi termici violenti, sempre prima di incubare le uova dobbiamo segnarle in modo da non sbagliare il loro posizionamento e la pratica del girarle una volta incubate.

Dalla forma di un uovo non è facile capire su che lato lo abbiamo appoggiato e potremmo confonderci, soprattutto quando avremo a che fare con grandi numeri di uova. Allora il trucco sta nel numerare ciascun uovo con una matita a pesare ciascun uovo ma anche nello scrivere una “X” su un lato e una “O” sul lato opposto di ciascun uovo. Questo ci permetterà di controllare che le uova vengano girate mentre sono nell’incubatrice, senza errori o confusione.

Per quanto riguarda la temperatura, quella di incubazione dovrebbe variare meno di 0,5°F in più o in meno rispetto alla temperatura ottimale, ricordando che 0,5° F sono pari a meno di ¼ di grado centigrado. Facciamo attenzione a come sistemiamo le singole uova perché il polo ottuso deve essere sempre più alto rispetto al polo acuto, in tal modo l’embrione si orienta nell’uovo facendo sì che la testa si sviluppi in prossimità del polo ottuso dove è localizzata la camera d’aria. Sembra banale ma non lo è e, soprattutto se non siamo degli esperti di Incubazione delle uova, questo trucco potrebbe sfuggirci.

La fase dell’incubazione delle uova è una delle due fasi del periodo embrionale suddiviso in due sotto periodi, l’altro è la fase di schiusa. Proprio alla schiusa vengono generalmente assegnati gli ultimi 3 – 4 giorni della fase embrionale, il periodo di incubazione quindi è quello che comprende i primi 19 giorni dello sviluppo embrionale. Per far tornare i conti va detto che i pulcini di gallina nascono dopo 21 giorni di sviluppo embrionale.

Incubazione delle uova di gallina

Incubazione delle uova di quaglia

La quaglia è un uccello molto apprezzato anche dai cacciatori ma si alleva anche per via delle uova, interessanti da assaggiare. Il periodo di incubazione di uova di quaglia è di 17 giorni, poco più breve rispetto a quello che abbiamo visto della gallina. In questo caso la schiusa è molto veloce diversamente dal caso che abbiamo appena visto, e finisce dopo 4 – 6 ore. C’è la schiusa principale ma i singoli pulcini della stessa partita possono anche schiudersi nelle ore o nei giorni successivi con una tolleranza di 48 ore circa.

Quando nascono, le piccole quaglie sono ricoperte di una peluria marrone con due strisce di luce lungo la schiena. Sono subito vivaci e attive, anche se pesano dai 6 agli 8 grammi, cosa che sembra incredibile da immaginare. Proprio perché così piccoli e vivaci, sono molto sensibili alle variazioni di temperatura, ecco perché è bene stare molto attenti anche a non sottoporli a piccoli sbalzi e correnti. I piccoli vorranno subito mangiare, hanno fame di vita nel vero senso della parola, e crescendo avranno presto bisogno di nutrimento ricco di proteine e vitamine.

Incubazione delle uova di tartaruga d’acqua

La gravidanza e l’incubazione delle uova delle tartarughe d’acqua hanno una durata variabile a seconda della specie, dell’ambiente e della temperatura esterna. Sono tutti e tre fattori che influiscono in modo importante sia sul tempo impiegato sia anche sulle modalità di incubazione e di schiusa come immaginerete, visto che ci sono nel mondo tartarughe d’acqua delle più diverse l’una dall’altra. Possiamo intanto dire che in media le uova vengono deposte tra le 4 e le 8 settimane dopo l’avvenuta fecondazione. Vengono sempre deposte sulla terra ferma, le femmine scavano delle buche nel terreno o nella sabbia e poi le ricoprono dopo avervi deposto le uova.

Nel caso delle tartarughe d’acqua, le uova non vengono covate dall’animale ma dal terreno, la madre abbandona il nido e non fornisce nessuna cura parentale. Sotto terra le uova ricevono calore per crescere al meglio durante il periodo di incubazione. Inoltre il fatto di essere sotterrate permette alle uova di sfuggire a ogni predatore. A seconda della temperatura esterna varia la durata dell’incubazione, più fa caldo più è breve questa fase.

Incubazione delle uova della Caretta Caretta

La nota tartaruga comune, detta Caretta Caretta, è la tartaruga marina più comune del mar Mediterraneo ma questo non la risparmia dall’essere tuttora fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo. Per lei nello specifico possiamo stimare l’incubazione delle uova che dura dai 42 ai 65 giorni, di solito si schiudono quasi tutte simultaneamente.

Ci sono terreni che favoriscono la nascita dei piccoli ed altri meno, c’è da dire che ad esempio i suoli molto umidi determinano spesso la perdita delle uova perché facilitano l’insorgere di malattie batteriche e fungine che possono attaccare le uova. Addirittura ci sono dei coleotteri in grado di raggiungere il nido e parassitarle. Curiosa l’idea che la temperatura del suolo determinerà il sesso dei nascituri: in particolare le uova di superficie daranno esemplari di sesso femminile, covate meno al fresco di quelle sottostanti di sesso maschile.

Se amate le tartarughe vi consiglio gli articoli sul carapace e sulla tartaruga LiutoSe vi è piaciuto questo articolo continuate a seguirmi anche su TwitterFacebookGoogle+Instagram

Pubblicato da Marta Abbà il 28 settembre 2018