Tartaruga liuto: bocca e immagini

Tartaruga liuto

Tartaruga liuto, una enorme tartaruga marina che è catturata e catalogata nel 1700, con il nome scientifico di Dermochelys Coriacea Testudo. Il primo esemplare è ancora conservato, in originale, presso il Museo di Zoologia dell’Università di Padova. E’una tartaruga dalle dimensioni davvero straordinarie e che paga il prezzo dell’inquinamento marino, lei come molte altre sue simili.



Tartaruga liuto: bocca

La bocca della tartaruga liuto è un piccolo becco a forma di W, molto piccolo rispetto al resto del corpo, del carapace che è un mosaico di piccole placche ossee, liscio e spesso come è liscia la pelle. In inglese la tartaruga liuto è detta anche “leatherback turtle”, letteralmente tartaruga dorso di cuoio.

Sul carapace vediamo 7 creste longitudinali, sul piastrone 5 carenature ed esso è concavo nel maschio e convesso nella femmina. Altra differenza tra i due sessi è riscontrabile nella cosa che è più corta negli esemplari femmina mentre nei maschi piò addirittura superare la lunghezza delle natatoie posteriori.

Tartaruga liuto: immagini

Tartaruga liuto: immagini

Tartaruga liuto: immagini

Tartaruga liuto: habitat

Questa tartaruga ama sguazzare nei mari caldi e temperati e solitamente se ne sta tranquilla in alto mare avvicinandosi alle coste per soli due validi motivi: per riprodursi e per cacciare. In Italia non risultano esserci delle zone di nidificazione, in generale deposita a notte inoltrata, all’inizio dell’estate, tra le 50 e le 150 uova ogni volta in buche profonde un metro o più.

I piccoli nascono dopo circa una 60ina di giorni, ma ne muoiono davvero tanti, ne sopravvive uno su mille in media. La dieta della tartaruga liuto è a base di grandi meduse ed occasionalmente di pesci, crostacei ed echinodermi, in media è una specie che si riproduce una volta ogni 2 o 3 anni.

Tartaruga liuto: dimensioni

Questa tartaruga liuto è di fatto la tartaruga più grande del mondo, oltre che essere l’unica specie del genere Dermochelys e della famiglia Dermochelyidae. Già quando nasce è lunga 5,5 cm che non è poco per una tartaruga, man mano che cresce arriva anche a 250 cm di lunghezza, ce ne sono anche da 3 metri ma sono delle eccezioni. Quanto al peso, siamo a 600-700 Kg.

Tartaruga liuto: estinzione

La vita media della tartaruga liuto è stimata essere di circa 50 anni, anche perché, oltre ad essere una veloce nuotatrice, sa mostrarsi aggressiva se molestata. Il problema è che ci sono dei pericoli da cui non si può difendere come dai molestatori, e questi sono legati all’habitat in cui vive che è sempre più inquinato.

Nella Lista rossa IUCN era fino al 2013 considerata in pericolo critico di estinzione ed è tuttora proibito catturarla ma l’inquinamento marino mette in difficoltà questa specie che può ingerire sacchetti di plastica galleggianti che scambia per meduse e non trova puliti i siti di nidificazione. Nel 2013 è stata declassata a specie in pericolo critico a vulnerabile ma l’attenzione deve restare alta.

Se avete a cuore le tartarughe e non avete ancora visto La Tartaruga Rossa, un film di animazione straordinariamente originale, correte e cercarlo!

Tartaruga liuto: estinzione

Tartaruga liuto: avvistamento

Risale al 2017 lo spiaggiamento di una tartaruga così, nel Mediterraneo, celebrato come evento perché non succedeva davvero da anni. Purtroppo è stata trovata morta, su una spiaggia di Calella, circa cinquanta chilometri a nord di Barcellona, in Spagna. E’ stato possibile osservare le sue fattezze, in tutti i suoi due metri e circa 700 chili di peso.

L’evento è appunto, un evento, sia perché la liuto è tra le specie di tartaruga più a rischio, sia perché nel Mediterraneo è raro osservarle. Altro recente spiaggiamento della tartaruga risale al 2011, sempre un esemplare morto, intrappolato in corde e catene di boe

Tartaruga liuto: storia

Abbiamo visto uno dei più recenti avvistamenti, andiamo a scoprire uno dei primi, che risale al 1760 quando una gigantesca tartaruga marina fu catturata nei dintorni di Ostia e donata all’Università di Padova da Papa Clemente XIII.

Proprio in queste circostanze sono state effettuate la catalogazione e la sua raffigurazione, le prime, molto preziose per poi riconoscere e conoscere sempre meglio questo animale. Lo studioso che si prese carico di farlo è fu Domenico Agostino Vandelli che diede alla tartaruga anche il nome, nel 1761, di “Dermochelys Coriacea Testudo”.

Carlo Linneo ha utilizzato questo materiale per descrivere la specie nella XII edizione del Systema Naturae mentre a Padova resta l’esemplare originale da cui tutto è partito, è conservato nel Museo di Zoologia dell’Università di Padova.

Tartaruga liuto e altre tartarughe

Se di tartarughe liuto ce ne sono ancora, anche se poche, ci sono altre specie che sono del tutto estinte come quella dell’Eosphargis Lydekker. Queste tartarughe hanno vissuto nell’Eocene inferiore (Ypresiano, tra 55,8 e 50,3 milioni di anni fa), noi ne abbiamo trovato i resti fossili sia in Europa, sia in Nordamerica. La cosa interessante è che esistono molte somiglianze tra questa tartaruga estinta e la Liuto, anche se la prima era più piccola, aveva infatti un carapace di un metro e mezzo, massimo, molto largo e piatto.

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Pubblicato da Marta Abbà il 7 giugno 2018