Gli edifici europei svolgono un ruolo centrale nei consumi energetici e nelle emissioni climalteranti dell’Unione europea, con effetti diretti sia sulle bollette dei cittadini sia sulla crisi climatica. Nonostante questo peso rilevante, la diffusione del fotovoltaico sui tetti resta ancora limitata. Un recente studio scientifico analizza il potenziale complessivo degli edifici europei, mostrando come l’energia solare installata sulle coperture potrebbe contribuire in modo significativo alla produzione elettrica futura dell’Ue, pur senza sostituire la necessità di grandi impianti a terra.
Il peso energetico ed emissivo degli edifici in Europa

Gli edifici sono responsabili di circa il 42% dei consumi energetici dell’Unione europea e di circa il 36% delle emissioni di gas serra legate all’energia. Questi impatti si riflettono sia sui costi sostenuti da chi vive o lavora negli immobili, sia sull’aggravarsi della crisi climatica. Nonostante ciò, solo circa il 10% dei tetti europei risulta attualmente dotato di pannelli fotovoltaici, anche se il 61% della potenza fotovoltaica installata nell’Ue si trova proprio sugli edifici.
Il potenziale del fotovoltaico sui tetti europei
Un nuovo studio pubblicato su Nature Energy, ripreso dal Centro comune di ricerca (Jrc) della Commissione europea, stima che i tetti dei 271 milioni di edifici presenti nell’Ue potrebbero ospitare circa 2,3 terawatt di potenza fotovoltaica. Di questi, 1,8 TW sarebbero installabili sugli edifici residenziali e 500 GW su quelli non residenziali, come i capannoni industriali. Questa capacità consentirebbe di generare circa 2.750 TWh di elettricità all’anno, pari al 40% della domanda elettrica in uno scenario Ue completamente rinnovabile entro il 2050.
Un’analisi basata su dati ad alta risoluzione
Lo studio rappresenta il primo lavoro a fornire stime sul fotovoltaico su tetto a livello europeo con dettaglio per singolo edificio. L’analisi si basa sull’ultima versione dell’European Digital Building Stock Model (DBSM R2025), un database geospaziale ad alta risoluzione che copre tutti i 271 milioni di edifici dell’Unione. Il lavoro tiene inoltre conto dei progressi tecnologici del fotovoltaico, con l’aumento dell’efficienza di conversione dal 18% nel 2018 al 22% nel 2025, e della maggiore densità di potenza installabile sui tetti piani degli edifici commerciali di grandi dimensioni.
Il ruolo complementare dei grandi impianti a terra
Resta però un elemento critico. I grandi impianti fotovoltaici a terra, quelli di scala industriale superiore a 1 MW, risultano più convenienti dal punto di vista economico, poiché producono elettricità a un costo circa tre volte inferiore rispetto ai piccoli impianti su tetto, che restano comunque necessari. Inoltre, le installazioni di grande potenza permettono di raggiungere più rapidamente gli obiettivi energetici e di decarbonizzazione, mentre la frammentazione della proprietà degli edifici rende più complessa la diffusione capillare del fotovoltaico sui tetti. Per queste ragioni, impianti su edifici e grandi centrali a terra devono svilupparsi in parallelo.
