Il biodegradabile che disinnesca le Mine Anti-Uomo

Quando sentiamo parlare di “campi minati“, nella nostra mente partono ricordi legati al “prato fiorito”, il vecchio gioco preinstallato su Windows OS, eppure per milioni di persone, i campi minati, sono una minaccia costante. Di certo, l’ultima volta che abbiamo preso parte a un’escursione non ci siamo preoccupati di calpestare una mina ma queste sono responsabili di oltre 20.000 morti all’anno.



Le mine sono particolarmente diffuse nei Paesi del Medio Oriente. I governi dovrebbero tenere traccia di dove sono stati allestiti i campi minati ma molti sono stati abbandonati, dimenticati o non controllati. Il risultato è devastante e vede vaste aree di terreno caratterizzate dalla presenza di mine anti-uomo sepolte appena sotto il primo strato di terreno. Queste zone fanno vivere nel terrore intere popolazioni, mietono vittime e fanno prigionieri:  molta gente è troppo spaventata e preferisce non uscire dalle piccole aree protette.

GUARDA LE FOTO DEL MINE KAFON

Il progettista afghano Massoud Hassani, era stanco di essere tenuto prigioniero dalle mine anti-uomo, così ha trovato un metodo economico per la messa in sicurezza dei campi minati. La sua invenzione ricorda un grosso “rotolacampo“, realizzato a basso costo e con materiali biodegradabili.

Sul sito web di Massoud Hassani si legge che spesso i bambini giocano con acquiloni e altri oggetti che possono essere trasportati dal vento fino ai campi minati. A questo punto il bambino dovrà rinunciare al suo gioco, pena la morte. Da adulto, Massound Hassani, si è spesso chiesto se il vento potesse aiutarlo a rilevare la presenza di mine e farle esplodere senza mietere alcuna vittima. E’ così che è nato il “rotolacampo“, battezzato ufficialmente Mine Kafon.

GUARDA LE FOTO DEL MINE KAFON

Costituito da canne di bambu, il dispositivo di Hassani ha forma sferica ed è abbastanza leggero da poter essere spinto dal vento. Sull’estremità esterna del dispositivo sono collocati dei dischi di plastica biodegradabile. Al centro della sfera è collocato un GPS grazie al quale si possono discriminare i campi sicuri da quelli a rischio. I dischi del dispositivo di Hassani potrebboro innescare l’esplosione di una mina ma questo non costituirebbe alcun problema: i materiali impiegati per la costruzione del Mine Kafon, non impatterebbero negativamente sull’ambiente e intanto il GPS avrà trasmesso la posizione del campo minato che così potrebbe essere bonificato.

Pubblicato da Anna De Simone il 28 ottobre 2012