Griffon Bleu de Gascogne: allevamenti e prezzi

griffon bleu de gascogne

Griffon Bleu da Gascogne, dalla Francia, un ottimo e nostrano cane segugio che divide lo stesso gruppo canino con i cani per pista di sangue. E’ nato e resta un animale devoto alla caccia, amante degli spazi aperti e della natura, nella prima metà del ‘Novecento se la passava bene, quanto a popolarità, era molto apprezzato, soprattutto nelle regioni a sud-ovest della sua patria, mentre oggi non se ne trovano in giro molti esemplari. In Italia, qualche allevamento c’è, quindi non è così raro come sembra.



Griffon Bleu de Gascogne: caratteristiche

Il fisico del Griffon Bleu de Gascogne è quello tipico dei cani francesi ed evidenzia il fatto che è nato dalla fusione tra altre due razze che andremo poi a scoprire. Tra i cani di taglia media il Griffon Bleu de Gascogne risulta tra i più piccoli, ha un’altezza al garrese che varia secondo lo standard, tra i 43 e i 52 cm.

Il suo aspetto è senza dubbio rustico, essendo oltre tutto un bravo cacciatore di cinghiali. Ha quindi un fisico robusto e resistente, il tronco non è tozzo ma di certo non esile e risulta basso arti. Quelli anteriori sono forti e larghi mentre i posteriori con dotati di cosce molto ben muscolose, tutti e quattro i piedi sono rotondi e compatti. Costole arrotondate, dorso allungato, il Griffon Bleu de Gascogne è piccolo e ben messo, con una coda piuttosto lunga e leggermente ricurva, sempre più sottile fino alla sua estremità.

La testa di questo cane ha una forma convesso, è largo e ovale ma meno di quella del “Grand bleu de Gascogne”. Lo stop è poco marcato e il muso prosegue diritto con labbra poco sviluppate e un tartufo sempre nero. Al collo può comparire una sorta di giogaia, anche se è sottile, le orecchie, attaccate basse, sono parzialmente coperte di peli e gli occhi spuntano color castano dorato, con una espressione particolarmente vivace.

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Griffon Bleu de Gascogne: allevamenti

In Italia ci sono ben 3 allevamenti di Griffon Bleu de Gascogne certificati da ENCI e riportati sul sito ufficiale dell’Ente. Uno si trova in Emilia Romagna, nel modenese, un altro vicino a Mantova, in Lombardia, e il terzo indicato è nelle Marche, a Fermo.

Griffon Bleu de Gascogne: cuccioli

Quando cerchiamo un cucciolo di Griffon Bleu de Gascogne, trovato l’allevamento che più ci convince e, possibilmente, visitato di persona il luogo dove sta crescendo il nostro futuro compagno di vita a quattro zampe, possiamo porci il problema del colore. Per questa razza ci troviamo a scegliere tra il nero e il bianco.

Non solo tinte nette, però, perché spesso ci sono esemplari che hanno un mantello a fondo bianco interamente picchiettato di nero che crea un particolare effetto blu ardesia. Possono comparire anche focature, mentre al tatto il pelo è secco e ruvido, non molto lungo ma aderente sul corpo. Sul petto e sulle cosce possono comparire zone con pelo ondulato, è invece raso sulla testa ma spuntano sopracciglia folte da segugio saggio ed esperto.

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Griffon Bleu de Gascogne: carattere

Esperto di caccia, al cinghiale ma anche alla lepre, il nostro Griffon Bleu de Gascogne è molto rapido e sveglio, di testa e di movimenti. La sua indole è, come deve essere, audace e molto fiera, è un cane intelligente e facilmente addestrabile se si tratta di imparare a cacciare. Se pretendiamo da esemplari di questa razza, che stiano tranquilli in casa o che giochino con i bambini, abbiamo sbagliato gruppo di cani, per questo ci sono i cani da compagnia.

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Griffon Bleu de Gascogne: prezzo

Un esemplare di Griffon Bleu de Gascogne può avere un prezzo che si aggira attorno alle 500 euro, presso un allevamento. On line si trovano offerte anche con cifre dimezzate, ma è bene verificare sempre con attenzione e, in generale, rivolgersi ad allevamenti che ENCI consiglia, è la migliore via per trovare un cucciolo sano. Di questa razza come di tutte le altre, questa in particolare ha poi origini piuttosto fumose, ma deriva quasi per certo dagli stessi cani che hanno poi dato vita al “Basset blu”: i “Grand Bleu de Gascogne”.

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Pubblicato da Marta Abbà il 2 settembre 2016