Il problema della gestione dei rifiuti urbani

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Forse abbiamo ragione quando ci lamentiamo dei tedeschi che ci guardano dall’alto in basso e ci costringono a rincorrerli sulla strada dell’euro. Loro però la gestione dei rifiuti urbani la sanno fare bene e qualcosa da imparare in questo ce l’abbiamo.

Parliamo di crisi? Bene, la gestione dei rifiuti non è soltanto un problema, i rifiuti sono anche lavoro quando sono gestiti nel rispetto della legge. La verità è che in Italia non abbiamo idea delle mancate opportunità di sviluppo e di occupazione che scontiamo a causa dell’inefficienza della filiera industriale del riciclo.

Nel 2011, secondo i dati di ISPRA sulla gestione dei rifiuti urbani (parliamo di dati definitivi e consolidati), i tedeschi hanno conferito in discarica l’1% dei rifiuti prodotti, noi italiani il 44% (pari a 13 milioni di tonnellate/anno di rifiuti). È perché loro hanno gli inceneritori e li fanno funzionare? In parte sì visto che all’incenerimento, che si tratti di inceneritori propriamente detti o di impianti di termovalorizzazione, ci finisce il 37% dei rifiuti in Germania e il 19% in Italia.

I tedeschi sono più bravi di noi a riciclare rifiuti. Loro ne recuperano il 45%, noi arriviamo solo al 24%. E nel compostaggio non va meglio anche se il distacco sembra meno marcato: Germania batte Italia 17 a 13 per cento. Una gestione dei rifiuti urbani basata su riciclaggio e compostaggio, lo dicevamo in partenza, significa lavoro. Sarà anche per questo, non solo ovviamente, che in Germania di lavoro ce n’è di più.

Nessun territorio italiano sembra più disposto ad accogliere nuove discariche e la situazione della gestione dei rifiuti è più che critica in alcune grandi città. Nonostante questo l’Italia continua a smaltire in discarica quasi metà dei suoi rifiuti urbani, con riferimento al 44% di cui parlavamo prima. Forse le discariche ci piacciono o forse le troviamo di una qualche utilità.

Non sfugge dall’esame dei dati come la gestione dei rifiuti sia profondamente diversa tra le regioni italiane e anche all’interno delle stesse regioni tra le singole realtà locali. Guardando alla raccolta differenziata, nel 2012 al Nord si è raggiunto il 52,6% del totale dei rifiuti, il 32,9% nelle regioni del Centro e solo il 26,7% al Sud.

Ma forse le cose stanno cambiando. Mentre resta sconfortante la quota della differenziata in regioni come la Calabria (13,8%) e la Sicilia (13,3%), fa ben sperare il fatto che proprio nelle regioni del Sud si evidenzia il maggior incremento percentuale (15,1% in 5 anni) della raccolta separata dei rifiuti (l’incremento medio nazionale è del 12,4%). Non può che essere così vista la differenza che separa le diverse aree geografiche, ma è comunque il segnale di un miglioramento nella gestione dei rifiuti.

Pubblicato da Michele Ciceri il 22 aprile 2014