Gamberi di fiume: ricette e prezzo

 

Gamberi di fiume

Gamberi di fiume, spesso li mangiamo e nemmeno senza sapere da dove vengono e come sono fatti, se ce ne sono tanti oppure è difficile trovarne. Il gambero di fiume, detto anche gambero d’acqua dolce, nel mondo scientifico si chiama Austropotamobius pallipes ed è da secoli che lo si mangia, non è una novità nel mondo alimentare, anzi! Ma questo non vuol dire che non sia l’ora di riscoprirlo, anche dal punto di vista naturalistico e non solo gastronomico.



Gamberi di fiume: ricette

Le ricette a base di gamberi di fiume non mancano, anzi, nel Nord Europa ce ne sono da secoli talmente tante che si è rischiato di portare questo animale alla scomparsa in epoche storiche ora lontane. Ad oggi, dai resti che ci sono arrivati, sembra che i primi a usare i gamberi di fiume per nutrirsi siano stati gli antichi romani, certamente era molto diffuso nel Medioevo, periodo in cui tra l’altro a questo animaletto gli alchimisti attribuivano la capacità di custodire il segreto della trasmutazione.

Gambero di fiume: nome

Il gambero di fiume in Italia, l’Austropotamobius pallipes, è una sottospecie e il suo nome deriva da Austro e da Potamos. Austro richiama all’Austria, zona in cui era presente, e potamos significa ‘fiume’. Pallipes per il fatto che il gambero da fiume è pallido rispetto ad altri suoi simili che effettivamente hanno un colorito diverso.

In Veneto i gamberi di fiume hanno sfamato intere generazioni e sono considerati tuttora “cibo povero, buono, per ingannare la fame e non per saziarla”. A guardarli bene sono più simili ad un astice che al gambero di mare.

Gamberi di fiume

Gamberi di fiume: prezzo

Soprattutto nei Paesi Baltici e in Polonia l’allevamento del gambero di fiume è sempre più in crescendo e valorizzato, la richiesta sale e anche i più scettici iniziano a capire che si tratta di un ottimo alimento, che non ha nulla da invidiare al cugino che nuota in acque salate. Al dettaglio il prezzo del gambero da fiume può passare dai 6 euro ai 9, al pezzo.

Gamberi di fiume: allevamento

Le zone in cui si può trovare questo invertebrato più di frequente sono quelle nei pressi di alcuni torrenti abruzzesi oppure attorno al bacino del Bussento, in generale preferisce delle acque carbonatiche e ricche di ciotoli e sassi.

Quando si allevano i gamberi di fiume è necessario tenere conto che sono degli esseri notturni, si attivano all’ora del crepuscolo per andare a caccia mentre di giorno stanno sotto i sassi e dove c’è poca luce. Mangiano anche animali e resti di animali morti, ogni tanto, ma la loro dieta quotidiana è soprattutto a base di piccole larve di insetti, di piccoli pesci e di girini.

Gambero di fiume italiano

Sono più di 550 le specie di gambero di fiume ad oggi classificate in tutto il mondo ma la maggior parte di esse non sono in Italia, bensì in Nord America e in Australia. Al di là dell’Italia, anche l’Europa non ha moltissime specie autoctone, principalmente sei: Astacus astacus, Astacus leptodactylus, Astacus pachypus, Austropotamobius pallipes, Austropotamobius torrentium e Austropotamobius berndhauseri.

Arrivando in Italia, si trovano nel Nord la specie Austropotamobius pallipes, nel resto del territorio, la specie Austropotamobius italicus, lungo l’Appennino Ligure entrambe vivono, in sintopia.

Gamberi di fiume

Gambero di fiume americano

I gamberi di fiume americani possono essere distinti da quelli europei solo osservando la base delle chele: i primi hanno una piccola spina mentre gli altri ne sono privi.

Tra i gamberi di fiume americani, c’è quello rosso della Louisiana, da adulto decisamente rosso, a volte anche di un colore tendente al bruno, mentre da “giovane” assume tonalità grigio verdi che lo rendono quasi irriconoscibile, molto più simile alle specie diffuse in Italia.

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Pubblicato da Marta Abbà il 26 settembre 2017