Gallina faraona, allevamento e consigli

Gallina faraona allevamento

Gallina faraona: allevamento, qualità delle carni, alimentazione e incubazione delle uova. Consigli utili sull’allevamento della faraona domestica.

La faraona domestica, popolarmente conosciuta come gallina faraona, è un uccello di origine africana, più precisamente etiope. La faraona domesticaNumidia meleagris, è allevata da lungo tempo in Italia e si è ben adattata al nostro territorio.

Gallina faraona o faraona domestica

Questo avicolo raggiunge i 2 kg di peso, presenta un dorso di profilo tipicamente curvilineo e un piumaggio caratterizzato dalla perlatura, cioè da piccole e regolari macchie chiare che spiccano sulla colorazioni di fondo delle penne.

L’allevamento della faraona viene praticato soprattutto per la produzione delle carni, più raramente per le sue uova.

Gallina faraona, sapore delle carni

Le carni sono considerate di elevata qualità: il sapore si avvicina a quello delle carni selvatiche ma la tenerezza è tipica delle carni di allevamento domestico (pollo, tacchino…). La consistenza e il sapore delle carni è molto condizionato dall’età di macellazione degli animali.

Gallina faraona, allevamento e normativa europea

La faraona domestica è stata più volte oggetto dei regolamenti dell’Unione Europea che, nel tempo, ne ha disciplinato l’allevamento tracciando delle linee guida.

Le linee guida europee definiscono tre tipi di allevamento di faraona che variano in base alla concentrazione dei capi e al numero di cicli all’anno. L’allevamento della faraona è disciplinato dal regolamento Cee n. 1538/91 del 5 giugno 1991 e successive modifiche e dal decreto 29 luglio 2004. Le linee guida sono necessarie per le aziende che vogliono avviare un allevamento a fine lucrativo.

Per un allevamento amatoriale vigono le classiche buone norme atte a garantire lo stato di salute dell’animale.

Come allevare faraone

Per allevare la faraona domestica avete bisogno di un ricovero coperto e di una zona all’aperto dove consentire il libero pascolo all’animale. Nell’ideale dovreste disporre di un ricovero chiuso 4×4 (16 metri quadrati) anche ottenuto da una vecchia stanza in disuso. Il locale dovrebbe essere riscaldato con lampade nelle prime fasi della crescita dei piccoli faraoncini. Nel ricovero non dovranno mancare posatori atti a garantire il riposo degli animali; nell’ideale i posatoi dovrebbero occupare un terzo circa della superficie del locale.

Altre attrezzature necessarie sono: mangiatoie, abbeveratoi e rastrelliera per erbe e foraggi. La zona di pascolo può essere anche limitata da una rete a maglia quadrata alta circa 120 – 150 cm.

Il locale di ricoverò dovrà essere dotato di una lettiera permanente dallo spessore di almeno 10 cm di truciolo di legno. La lettiera va sostituita dopo 3 cicli di allevamento.

Per un allevamento si acquistano faraoncini di 1 o 2 giorni di vita. Potete acquistarli presso incubatoi a ottimi prezzi. Il prezzo della faraona aumenta se si acquista presso un mercato zootecnico.

Le prime due settimane, i piccoli faraoni dovranno essere raccolti in un cerchio in faesite dal diametro di circa 2 metri e alto 70 -80 cm. Solo dopo la seconda settimana è possibile togliere il cerchio e far occupare ai piccoli faraoni l’intera superficie del locale. I faraoncini hanno freddo e tendono ad ammassarsi sotto la fonte di calore (lampada), per questo motivo, la lampada dovrà occupare 70 – 80 cm di pavimento.

A partire dalla 3 – 4 settimana di vita, potete introdurre il posatoio. Dalla 6 – 7 settimana di vita, le faraone possono iniziare ad accedere alla zona di pascolo esterna.

Faraona domestica, alimentazione

La gallina faraona va nutrita con mangimi specifici in base all’età.

  • Nel primo mese di vita necessita di mangimi per pulcini selvatici con un tenore proteico pari al 26 – 27 per cento.
  • Dalla quarta settimana di vita è possibile somministrare erba tagliata e verdure.
  • Dalla quinta settimana di vita, è possibile usare mangimi data da una parte di mais franto o misto granaglie, cioè con mais, frumento, orzo e avena.

Dalla quarta settimana in poi, verdure ed erbe tagliate non devono mai mancare nella rastrelliera.

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Pubblicato da Anna De Simone il 9 gennaio 2017