Furto di energia elettrica

furto di energia elettrica

Furto di energia elettricacome faccio a capire se mi rubano l’elettricità? Come denunciare l’accaduto e quali sono le pene per chi ruba energia.

Il furto di energia elettrica è un reato punibile con sanzioni amministrative e pecuniarie. Tra le pene disciplinari sono contemplati fino a sei anni di reclusione.

Il furto di energia rientra tra i delitti a consumazione proluganta in quanto il prelievo di energia elettrica non si verifica una tantum. Si tratta di un reato molto comune che come primo segnale d0allarme vede un sostanziale aumento della bolletta elettrica.

Furto di energia elettrica, come riconoscerlo

Come faccio a capire se mi rubano l’elettricità? Il dubbio è lecito e non di facile risposta. I fattori di rischio chi possono indurci a valutare l’eventuale furto di energia sono:

  • Contatore elettrico collocato in un luogo di facile accesso o in uno spazio comune, molto frequente in caso di condomini.
  • Contatore che inizia “a saltare” con frequenza. Si stacca perché supera il limite massimo di 3,3 kW.
  • Improvviso aumento dei costi delle bollette e relativi consumi.

In caso di questi tre segnali è importate monitorare l’attività del contatore. Solo mediante le verifiche dell’attività del contatore elettrico sarà possibile capire se siete vittima del furto di elettricità. La prima cosa da fare per capire se vi stanno rubando la corrente elettrica è spegnere tutti i dispositivi e vedere se i consumi continuano. In dettaglio:

  1. Staccate qualsiasi apparecchiatura elettrica, compreso il frigorifero.
  2. Togliete direttamente la spina perché i dispositivi in standby generano un consumo minimo.
  3. Verificate l’attività del contatore che, se rileva ancora consumi, pone in evidenza il reato.

Furto di energia o dispersioni?

L’improvviso aumento dei consumi elettrici può essere legato a un malfunzionamento della rete elettrica domestica. Se il vostro impianto elettrico è molto datato, staccate la corrente in casa impiegando il dispositivo salvavita e monitorate così il contatore principale dell’energia. Solo in questo modo è possibile capire se i consumi sono legati a dispersioni elettriche o al furto di energia. Se, attivando il salvavita, il contatore non rileva alcuna attività, vuol dire che probabilmente non vi stanno rubando energia bensì vi è un guasto. Contattate un buon elettricista che possa individuare la dispersione e mettere a posto le cose.

Cosa fare se qualcuno vi ruba la corrente elettrica

La prima cosa da fare è denunciare il fatto alle forze dell’ordine. Non conviene contattare direttamente il tecnico del vostro fornitore perché rischiate di essere accusati di manomissione cessione a terzi di energia elettrica. La denuncia vi tutelerà da qualsiasi accusa da parte del gestore.

Dopo aver fatto l’opportuna denuncia presso le forze dell’ordine, contattate il vostro fornitore di energia per la richiesta di un sopralluogo tecnico. Il tecnico provvederà a riparare il contatore e cercherà di risalire al “ladro di energia” seguendo il percorso dell’elettricità fino al fruitore illecito.

Generalmente, i metodi più diffusi per il furto di energia elettrica sono:

  • allacciamento abusivo ai cavi della rete pubblica.
  • Manomissione del contatore domestico mediante l’impiego di un magnete o una resistenza.
  • Manomissione del contatore attraverso una modifica software (più raro).
  • Collegamento al cavo di alimentazione di un altro utente, rottura del sigillo del distributore.

Un modo meno ingegnoso e più facile da individuare consiste nell’osservare il contatore. Da ogni contatore dovrebbero fuoriuscire solo due cavi. Un primo cavo di fase e un secondo cavo neutro, questi si dirigono fino al salvavita dell’appartamento. Se dal vostro contatore fuoriescono più cavi, vuol dire che qualcuno è agganciato alla vostra fornitura di corrente elettrica. L’aggancio, però, può avvenire anche lungo il percorso che porta l’energia (cavo di fase) fino al vostro appartamento, quindi non è sempre così evidente da individuare.

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Pubblicato da Anna De Simone il 29 novembre 2015