Frutto del drago o pitaya

Frutto del drago

Frutto del drago, nome con cui viene chiamata la pitaya, per via della sua strana forma che molto ricorda una palla rossa infuocata sputata da un drago. E’ ovviamente frutto della fantasia, questa idea, perché in verità il Frutto del drago è originario del Sud America, cresce su una pianta appartenente alla famiglia delle Cactaceae ed al genere Hylocereus. Esistono più varietà di questo poco noto frutto: l’Hylocereus megalanthus, ad esempio, è quello con buccia gialla e polpa bianca, l’Hylocereus costaricensis è tutto rosso, buccia e polpa, mentre l’Hylocereus undatus combina la buccia rossa con la polpa bianca.



Frutto del drago o pitaya

Contiene molta acqua la Pitaya, presente in una percentuale che va dall’80 al 90 %, per il resto ci sono fibre alimentari, ceneri, proteine e grassi, solo per lo 0,4 %. Le vitamine sono rintracciabili a fatica ma la vitamina A e la vitamina C sono quelle che possiamo trovare nella varietà di Frutto del drago con la buccia rossa, nei semi di tutte, invece, compaiono le vitamine B1, B2, B3 e la vitamina E. Oltre a contenere flavonoidi e sostanze con proprietà antiossidanti, questo frutto ha anche un contenuto di potassio, ferro, sodio, fosforo e calcio.

Frutto del drago

Frutto del drago: dove trovarlo

Non è banale trovare la pitaya dalle nostre parti ma, oltre che fresca, può essere consumata anche essiccata. Troviamo quindi il Frutto del drago impiegato nell’industria dolciaria, in particolare per la produzione di bevande e di gelati. E’ più raro ma non da escludere, che possa anche essere inserito nella ricetta di certi dolci di pasticceria.

Per trovare invece la Pitaya da cogliere, dobbiamo visitare un paese con un clima, quindi molto simile a quello del Sud America, e a quel punto la pianta fruttifica addirittura quattro volte in un anno. Prima ci sono i fiori, con un nome magico quanto quello del frutto: sono infatti detti fiori della Luna, perché amano la notte e fioriscono al buio.

I frutti possono pesare anche 300/400 grammi, se la polpa è rossa, non dobbiamo spaventarci se per qualche giorno urine e feci avranno un colore rossastro, è per via di un pigmento contenuto in essa.

Frutto del drago

Frutto del dragone: pianta

Appartiene alla stessa famiglia dei cactus, la pianta che ci regala il Frutto del drago, ma si differenzia dalle sue sorelle per le ramificazioni spioventi che la rendono particolarmente gradevole alla vista. Detti della Luna, i suoi fiori durano un giorno solo, i frutti durano molto di più, ma il problema è reperirli, dalle nostre parti.

Negli ultimi anni sono comparsi nei supermercati più forniti, in futuro sarà certamente sempre più semplice trovarli. Per questo giochiamo d’anticipo e andiamo a conoscerne sapore e proprietà.

Frutto del drago

Frutto del dragone: sapore

Se vogliamo farci un’idea del sapore di questo alimento così difficile da incontrare se non lo si va a cercare, pensiamo al fico d’india. Ci sono delle somiglianze, tra i due, anche se all’effettiva il nostro ricercato Frutto del dragone ha un gusto più delicato. Un’altra caratteristica che i due frutti hanno in comune è la proprietà dei loro semini: oltre ad essere commestibili, aiutano il processo digestivo. Il sapore della Pitaya quante calore mi costa, vi starete chiedendo? 38 ogni 100 gr. di polpa.

Frutto del drago: prezzo

Chi vuole provare a coltivare la pianta per produrre a casa propria il Frutto del drago, può iniziare a procurarsene i semi. Una bustina da 50 su Amazon costa 4 euro e se abitiamo in una zona dal clima non troppo rigido, possiamo tentare. Anche solo per i fiori della Luna, per la loro nottata di vita.

Frutto del drago

Frutto del drago: proprietà

La proprietà digestiva dei semi l’abbiamo già annotata, vediamo quali altre ne possiede la Pitaya.  Le tracce di vitamina C, assieme ad altre sostanze antiossidanti, rinforzano il sistema immunitario e la rendono un frutto anti invecchiamento oltre che anti colesterolo. Questo grazie alle fibre, motivo per cui il Frutto del drago aiuta a prevenire l’arteriosclerosi, gli attacchi cardiaci e l’ictus.

Oltre ad essere depurativo, questo frutto aiuta a sopportare lo stress e ha effetti benefici sulla memoria e sulle ferite, è consigliato in caso di malattie cardiovascolari e, applicato sul cuoio capelluto, protegge i capelli tinti o trattati chimicamente.

Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, il Frutto del dragone se regolarmente consumato, può lenire i sintomi dell’artrite, inoltre, tritando la polpa e spalmandola sul viso, si possono cacciare i brufoli a patto di farlo un paio di volte al giorno, per 15 minuti.

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Pubblicato da Marta Abbà il 23 dicembre 2016