Dragon fruit: proprietà, sapore e come mangiarlo

Dragon fruit

Il dragon fruit già dal nome è accattivante, è un frutto raro da vedere e che spesso si utilizza come ingrediente esotico sia per la sua forma sia per il suo sapore. Si tratta di un frutto che però ha anche delle proprietà interessanti, non è quindi da intendere solo come decorativo.



Dragon fruit: pianta

La sua pianta si chiama Hylocereus undatus , appartiene alla famiglia delle Cactaceae e cresce in modo spontaneo nella zona dell’America Centrale. In verità ha origine lì ma poi è oggi coltivata in molte altre parti del mondo, in particolare in tutti le nazioni dai climi caldi e tropicali del mondo. In Asia si coltiva il dragon fruit, in abbondanza in Malesia, Vietnam, Thailandia, Indonesia, Filippine, Sri Lanka e Cambogia. L’aspetto di questa pianta è quello di una pianta grassa che si sostiene e mira verso l’alto sfruttando il tronco di altri alberi ma senza danneggiarli in alcun modo.

Dragon fruit: pianta

Dragon fruit: sapore

Si può chiamare anche pitaya, il dragon fruit, e si tratta di un frutto molto particolare, sul sapore, nel colore, nell’odore e anche nella sua forma. Ha un involucro di colore rosso che può essere anche giallastro oppure tendente al marrone e al violaceo, da esso spuntano alcune appendici dalla consistenza carnosa che si estendono verso l’esterno come se si trattasse di alcune fiammelle emesse dall’iniziale involucro.

La polpa ospitata e custodita è morbida ed è di colore bianco ma punteggiata da moltissimi semi di colore nero. Sembra quasi del gelato alla stracciatella. Quando la si assaggia si sente un gusto dolce, annusandola un profumo delicato, proprio per questo si può usare il dragon fruit anche in molte ricette perché ben si associa anche con sapori più forti senza restarne disturbata e senza disturbare. Si può mangiare anche come frutto fresco, oppure essiccato e ne esistono di molte varietà tra cui quelle in cui cambia la colorazione della polpa che può essere gialla o rossa, oltre che bianca.

Dragon fruit: calorie

Uno dei motivi per cui il dragon fruit va forte in cucina anche se non è un cibo nostrano è il fatto, inutile nasconderlo, che è un alimento leggero e ipocalorico: 100 grammi di polpa apportano solamente 36 kcal. Andando a considerare ogni singolo esemplare, molto dipende dalla sua grandezza, ce ne sono di molto piccoli, da poco più di un etto, ma anche di giganti, con un peso superiore al mezzo chilo. E’ da tenere presente quando si effettua il calcolo calorico.

Dragon fruit: calorie

Sempre in 100 grammi troviamo unicamente 9 grammi di carboidrati, le proteine sono il 2% del peso e i lipidi contenuti pesano soltanto un grammo, mentre il resto è determinato da grandi quantitativi d’acqua. Non possiamo considerare gli stessi numeri se stiamo invece mangiando o cucinando con la pitaya essiccata che, in 100 grammi, può raggiungere le 337 kcal, di cui ben 63.5 grammi di carboidrati.

Nel dragon fruit ci sono molti micronutrienti e sali minerali, è ricco di vitamine C, B1, B2, B3 ed E e tra ki Sali minerali contiene soprattutto ferro, fosforo, calcio e potassio. Eccellente, infine, il contenuto in fibre.

Dragon fruit: proprietà

Proprio i micronutrienti che abbiamo appena citato, il frutto del drago si rivela come un alimento sano e interessante, da prendere in considerazione anche se non sempre facile da comprare. E’ senza dubbio un ottimo alleato per il benessere e, ipocalorico e con un elevato contenuto in fibre, è innanzitutto consigliato nelle diete dimagranti. Cosa accade? Che il dragon fruit da un senso di sazietà grazie alle fibre che gestiscono i livelli di zuccheri nel sangue e incentivano l’attività intestinale, garantendo una migliore regolarità.

Non è solo un cibo per dimagrire però, perché i sali minerali presenti lo rendono uno dei migliori frutti rimineralizzanti, ottimo quindi quando si tratta di riprendersi dopo un allenamento faticoso oppure di combattere la calura estiva. Molti lo usano anche per combattere rapidamente spossatezza e dolori muscolari.

La presenza della Vitamina C rende il dragon fruit importante anche per le funzionalità del sistema immunitario mentre la vitamina E riduce gli effetti dell’invecchiamento grazie alla sua azione antiossidante. La pitaya sembra che combatta l’invecchiamento anche della pelle donandole una buona elasticità, è quindi in grado di combattere le rughe oltre che di rafforzare unghie e capelli.

La grande percentuale di acqua di cui il frutto è composto incentiva l’idratazione e la diuresi ma esso ha delle proprietà depurative, anche, dovute alle fitoalbumine di cui è ricco. Queste proteine agiscono soprattutto a livello del fegato. La cactina, leggermente eccitante, è poi uno stimolante per il sistema nervoso centrale quindi serve per aumentare la concentrazione e incrementare le prestazioni amorose.

A meno di specifiche allergie o intolleranze alimentari, il frutto del drago non presenta particolari controindicazioni, l’unica cosa a cui stare attenti è il non mangiarne troppo per evitare problemi intestinali visto che è molto ricco di fibre.

Dragon fruit: dove comprarlo

Non è facile trovare questo frutto in Italia, non sempre lo si può acquistare nei grandi negozi ma anche i piccoli ortofrutta non lo tengono. Ultimamente sta andando meglio, comincia ad essere noto e apprezzato e quindi comincia ad essere più reperibile.

Dragon fruit: come si mangia

Può sembrare un fico d’India ma essendo senza spine, mangiarlo è molto più facile e non c’è nulla da temere. Il dragon fruit è semplicissimo da pulire, lo si sbuccia con un coltello o con le mani, dopo aver praticato un’incisione verticale al frutto. C’è un modo più comodo per assaggiarlo, magari meno elegante ma certamente più adatto per gustarne il sapore. Los i può dividere a metà, senza privarlo della buccia, per poi mangiarne la polpa con un cucchiaino.

Dragon fruit: ricette

Con 100 grammi di miele di acacia, 40 di pistacchi pelati e due pitaye, una carambola, un pompelmo rosa, mezzo cocco e mezza papaia si può preparare il sorbetto di pitaya al miele con salsa alla papaia. Con 350 grammi di latte, 280 di patate viola pelate, 160 di ananas e altrettanti di pitaya, 100 di kiwi e 120 di ribes, oltre a 8 tuorli e Marsala agar-agar in polvere, limone, zucchero e peperoncino in polvere, si può preparare la frutta in gelatina e crema di patate viola.

Se vi è piaciuto questo articolo continuate a seguirmi anche su TwitterFacebookGoogle+Instagram

Pubblicato da Marta Abbà il 2 novembre 2018