Fotovoltaico: contro la burocrazia anche un parroco

 

La burocrazia può far perdere le staffe anche a un parroco

La green economy piace a tutti, i pannelli fotovoltaici permettono di scaldare le nostre case e di produrre acqua calda riducendo il ricorso a combustibili fossili (ne beneficiano l’ambiente e il portafogli), ma quando si tratta di passare dalle parole ai fatti ecco i problemi. Se n’è accorto anche il parroco di Rovagnate, un paesino a due passi da quella città di Lecco dove il Manzoni fece vivere uno dei personaggi più noti dei Promessi Sposi: l’avvocato Azzeccarbugli.

Perché di garbugli si tratta, più che di problemi, di burocrazia più che di buon senso, il cui racconto lasciamo al battagliero sacerdote: “Volete installare pannelli fotovoltaici sui vostri tetti? La burocrazia non conosce limiti di idiozia: fanno di tutto per scoraggiare a ricorrere alle energie rinnovabili, scrive don Giorgio De Capitani in una lettera affidata a un giornale locale. “Non basta chiedere una volta il permesso, vi fanno storie in un modo del tutto scriteriato, manca questo o manca quello (e talora il tal documento è allegato, ma non lo vedono), e il tempo passa, la commissione paesaggistica si trova quando si trova a decidere”.

Quando il problema non è la legge dello Stato ci si mettono i regolamenti locali sembra dire il don arrivando al nocciolo del problema. “Ed ora, ecco la scoperta davvero paradossale: a parte il colore che viene imposto non si sa con quale criterio, i pannelli devono essere incassati nel tetto! Chi lo ha stabilito? Anche noi come parrocchia stiamo chiedendo i permessi per installare sul tetto dell’oratorio i pannelli fotovoltaici: da mesi ci stanno facendo ballare! Questa novità di incassarli è davvero insopportabile. Il costo? Ne vale la pena? Siamo davvero stanchi di gente scriteriata che decide sulla pelle degli altri. Certo, la legge è uguale per tutti. Non chiediamo privilegi. Chiediamo solo che ci sia per tutti più rispetto, più serietà, più disponibilità a favorire ciò che oggi si chiama rivoluzione energie rinnovabili. Conta l’estetica? E allora che si facciano togliere tutti i comignoli dai tetti, le antenne, che si costruiscano case decenti…”

Per don Mario la burocrazia è vigile solo quando vuole: “E poi succede che sui tetti di tante case c’è ancora dell’eternit, ma sulla presenza di questo materiale veramente pericoloso la legge tace, le amministrazioni se ne fregano, i vigili sono impegnati a romperci le palle perché manca questo o quello minacciando di far chiudere una innocente festa paesana…”.

I pannelli fotovoltaici incassati sono un argomento controverso. Secondo molti tecnici il tetto deve proteggere dalla pioggia e dalla neve, i pannelli fotovoltaici produrre energia: lasciamo che ognuno faccia il suo mestiere. Il rischio di infiltrazioni in effetti è più alto rispetto ai pannelli appoggiati sulle tegole. Riguardo alla questione paesaggistica, beh, come dar torto a Don Mario?

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Pubblicato da Michele Ciceri il 15 luglio 2012