Fotovoltaico a base vegetale

Il fotovoltaico diventa ancora più verde con l’impiego di materiali sostenibili. L’azienda BioSolar ha appena lanciato sul mercato dei pannelli fotovoltaico che prevedono delle componenti organiche. I moduli fotovoltaici sono rivestiti da una pellicola protettiva a base di petrolio, l’azienda BioSolar ha rimpiazzato tale rivestimento con un materiale brevettato a base organica, più precisamente cotone e semi di ricino.

L’energia solare sarà prodotta da muduli realizzati, almeno in parte, con fonti rinnovabili. BioSolar, lavorando con i semi di ricino, è riuscita a estrarre una resina poliammidica simile al nylon, alla quale è stato aggiunta una fibra cellulosica grezza. Il risultato è un materiale a base organica molto resistente che sfoggia le medesime caratteristiche dei derivati del petrolio: resistenza meccanica, stabilità dimensionale, resistenza agli agenti atmosferici, proprietà elettromagnetiche…. tutte le specifiche necessarie richieste dalle applicazioni del settore fotovoltaico.

In ambito professionale, il rivestimento fotovoltaico è chiamato “backsheet“. Il fattore economicamente più rilevante sono i costi di produzione: un backsheet a base organica è più economico di un backsheet a base di plastiche. I backsheet convenzionali sono a base di petrolio e sono costituiti da più strati laminati di film in poliestere (Tedlar), al contrario, il BIObacksheet è dato da un monostrato di materia organica.

Non solo si eviterà di utilizzare un derivato del petrolio, ma anche l’intero processo produttivo è più sostenibile: per produrre i film Tedlar è necessario impiegare delle dosi massicce di solventi tossici.

Vantaggi ambientali, economici, produttivi e anche di resa! Un altro fattore determinante è la maggiore conducibilità termica del BIObacksheet che nel complesso garantisce una ciclo di vita più lungo. BioSolar sta aggiornando il suo portafolio clienti, pare che il materiale sarà impiegato per integrare pannelli fotovoltaici su particolari veicoli elettrici.

Pubblicato da Anna De Simone il 15 marzo 2013