Scoprire l’Italia con le Ferrovie Turistiche

Ferrovie Turistiche

Le Ferrovie turistiche oggi contano 10-12mila passeggeri all’anno, tra TrenoBLU e Treno Natura, amato soprattutto dagli stranieri, e tutti gli altri tratti che  permettono di esplorare il Paese sulle rotaie. Un turismo a basso patto ambientale e con un fascino non ritrovabile altrove. Men che meno a bordo di un’auto. In Italia, spiega Silvio Cinquini di Ferrovie turistiche Italiane, c’è ancora molto da fare, ma molto si sta già facendo.

1) Cosa si intende per FERROVIA TURISTICA?

All’estero, dove il fenomeno è molto diffuso, per ferrovia turistica si intendono linee ferroviarie o tranviarie con frequenza più che occasionale ma senza l’obbligo di un orario con impegni giornalieri o settimanali costanti e regolari. Purtroppo al momento in Italia il concetto non è completamente applicabile in quanto non è ammessa la responsabilità completa della gestione da parte di associazioni o gruppo, come succede invece più o meno in tutto il mondo: ci si deve sempre rifare ad imprese ferroviarie come Trenitalia o altre ferrovie regionali.

2) Ferrovie Turistiche Italiane è nata da FBS: in cosa consisteva FBS?

La FBS (Ferrovia del Basso Sebino) è stata la prima associazione in Italia, nel 1994, a cercare di applicare il concetto di ferrovia turistica a una breve tratta, al confine tra le province di Bergamo e Brescia, tra Palazzolo sull’Oglio e Paratico-Sarnico, tutta lungo il fiume, fino alla sponda meridionale del Lago d’Iseo. Questa linea era stata dismessa da quasi 30 anni e vedeva solo uno sporadico traffico merci; vista la meta finale sul lago ci è sembrato quasi naturale proporre un nuovo servizio viaggiatori tipicamente turistico con partenza direttamente da Bergamo.



3) Come, perché e quando è avvenuta la trasformazione?

Nel 1998, dopo che l’esperienza di FBS aveva portato alla nascita di altre due realtà simili in Toscana, si è pensato che fosse più logico dare un riferimento più “nazionale” a queste iniziative anche perché sembrava che i tempi fossero maturi per una più massiccia diffusione di queste esperienze.  Poi, alla luce dei fatti, così non è stato. Pertanto ora FBS è una delle sezioni locali che compongono l’Associazione Ferrovie Turistiche Italiane (F.T.I.).

4) Man mano quali tratti si sono aggiunti?

Dopo le prime stagioni di “TrenoBLU”  sul Lago d’Iseo, nel 1996 contribuimmo a far nascere in quel di Siena la sezione FVO (Ferrovia Val d’Orcia) che, con il sostegno della Provincia di Siena, ha portato al successo il “Treno Natura” tra gli incantevoli scenari delle Crete Senesi e della Val d’Orcia, lungo la dismessa ferrovia Asciano – Monte Antico. Poco dopo, sempre nel senese, si costituì anche la sezione FCP (Ferrovia Colle Val d’Elsa – Poggibonsi) con il proposito di attivare un servizio turistico lungo quella linea. Il progetto ora è stato abbandonato dopo la recente realizzazione di una pista ciclabile sullo stesso sedime. Ultima in ordine di tempo a nascere è stata nel 2006 la sezione FTC (Ferrovia Turistica Camuna) con l’intento di sviluppare i servizi turistici lungo la storica ferrovia Brescia – Iseo – Edolo anche con treni storici.

5) Qual è oggi il tratto maggiormente conosciuto e utilizzato?

TrenoBLU e Treno Natura sono entrambi abbastanza conosciuti vista l’ormai ventennale attività anche se forse il Treno Natura è più conosciuto all’estero, considerata anche la fama turistica di cui gode l’intera Toscana, Siena in particolare.

6) Quanti utenti potete contare in Italia, sulle vostre ferrovie?

Negli ultimi anni le medie di frequentazione dei viaggiatori sui nostri treni turistici si aggirano, tra TrenoBLU e Treno Natura, sui 10-12.000 all’anno su una trentina di giornate di servizio. I principali utenti sono le famiglie ed i gruppi di amici, di associazioni, di CRAL aziendali e, ultimamente, anche di coscritti per feste di classe.

7) C’è un Paese in Europa con un servizio più sviluppato da prendere da esempio?

Certamente la Gran Bretagna che, prima in Europa, fin dagli anni ’50 del secolo scorso, ha sviluppato queste attività nate quasi esclusivamente dal volontariato. Non sono comunque da meno la Francia e la Germania dove anche qui sono decine le linee riaperte a fini turistici spesso con materiale storico e dove i volontari hanno la possibilità di gestire i treni, fare la manutenzione ai binari, ecc. Tutte cose che in Italia non sono al momento possibili. Anche da noi, con la Federazione Italiana Ferrovie Turistiche e Museali, di cui facciamo parte, si sta comunque tentando di far introdurre nuove regole normative che permettano finalmente di “responsabilizzare” maggiormente le associazioni favorendo la nascita e la gestione di numerose ferrovie turistiche che non avrebbero nulla da invidiare a tante realtà estere.

Pubblicato da Marta Abbà il 6 ottobre 2013