Erba canina (gramigna): proprietà e benefici

Erba canina

Erba canina non è altro che la gramigna, quella che infesta i campi e di cui abbiamo un’idea molto negativa. Giustamente negativa dal punto di vista del contadino, a cui l’erba canina può infestare il raccolto, meno da quello del naturopata che in questa erba trova un benefico diuretico depurativo.

Ne sanno qualcosa i cani, da cui il nome erba canina, che seguendo il loro istinto se ne servono per purgarsi. Ma anche i gatti fanno la stessa cosa.

Va detto per la precisione che erba canina è una delle due piante note con il nome di gramigna. L’altra è conosciuta come ‘gramigna italiana’ o ‘capriola’ ed è di dimensioni più grandi (20-50 cm in altezza) anche se meno tenace e infestante dell’erba canina. In erboristeria entrambe Rhizoma graminis. Proprietà e benefici sono gli stessi.

L’erba canina, o gramigna officinale, si riconosce per il rizoma strisciante e ramoso, le foglie molli e vagamente azzurrine e le piccole spighette parallele di fiori appiattiti. Preferisce i terreni incolti ma con le sue radici corte e coriacee si adatta a tutti i giardini senza disdegnare i campi. Una perfetta infestante insomma.

Però è diuretica e rinfrescante se presa in infuso e in succo (sotto trovate come) e la si considera in grado di ‘pulire’ l’intestino e le vie biliari. L’attitudine alla pulizia è evidentemente una caratteristica dell’erba canina e della gramigna in generale visto che le sue radici vengono utilizzate per farci delle scope simili a quelle di saggina.

Quando raccogliere la gramigna. Le parti sotterranea è consigliabile raccoglierle in autunno, localizzandole prima al momento della fioritura. Non durano a lungo in conservazione, per cui è consigliabile rinnovare abbastanza spesso la scorta. Le parti aeree invece si colgono durante la bella stagione.

Infuso di gramigna. Si prepara con una manciata di radici fresche messe a bollire per 1 minuto in 1 litro d’acqua. Il primo liquido ottenuto lo si butta, si raschiano le radici sbollentate e si rimettono a bollire per 10 minuti in acqua già a bollore. Si aggiunge un pizzico di liquirizia, un pizzico di menta e un pezzettino di scorsa di limone. Una o due tazze al giorno.

Succo di gramigna. Per il succo si usa la pianta intera fresca appena colta. Il succo si ottiene pestando e spremendo la pianta attraverso un telo. Cinque cucchiai da minestra al giorno con un po’ di miele per vincere l’amaro.

Se vi piacciono le erbe,  tra le più originati il Tanacetum Balsamita

Pubblicato da Michele Ciceri il 26 agosto 2014