Eolico offshore, la direzione degli USA

L’energia eolica offshore statunitense ha un potenziale economico di 200 miliardi di dollari. Con l’allestimento di impianti offshore lungo le coste americane si potrebbe realizzare una capacità elettrica pari a 1.300 gigawatt (clicca qui per le stime).

Dopo queste stime non ci sarà difficile pensare che Boston e New York possano essere alimentati esclusivamente da energia pulita ricavata dall’eolico offshore. A differenza della terra ferma dove il vento più forte soffia durante le prime ore del mattino, con l’offshore la maggiore capacità ventosa si ha nel tardo pomeriggio, proprio quando i cittadini hanno più bisogno di elettricità.

Questo è solo uno dei tanti motivi per i quali gli scienziati dell’Università di Stanford pensano che l’offshore è una risorsa imperdibile.

La costa est degli Stati Uniti, potrebbe produrre annualmente da 965 ai 1.372 terawattora di elettricità all’anno. Quantità sufficiente a soddisfare il fabbisogno energetico di un terzo degli USA (rapporto Stanford University).

Le più grandi perplessità riguardano la scelta dei siti di installazione delle turbine eoliche offshore. L’ideale sarebbe puntare alle turbine eoliche galleggianti ma, i costi di sviluppo per un impianto eolico offshore superano di due o tre volte i costi per lo sviluppo di un campo eolico a terra.

Lo studio pubblicato dalla Stanford University getta le basi per la programmazione e lo sviluppo di parchi eolici offshore di grandi dimensioni collegati alla rete elettrica mediante cavi installati nel substrato sabbioso. Grazie alle posizioni strategiche non ci sarebbe la necessità di costruire linee di trasmissione che possono generare diverse controversie sulla terra ferma.

Pubblicato da Anna De Simone il 16 settembre 2012