Energy manager

Con l’avvento della green economy si aprono nuovi sbocchi occupazionale, nascono nuove figure professionali e ne vengono rilanciate di più vecchie. E’ il caso dell’energy manager, colui che punta al guadagno mediante politiche di risparmio energetico.

In tempi di crisi, la strategia più efficace per garantirsi una filiera produttiva più efficiente, è l’attenzione agli sprechi. Riducendo gli sprechi si ridurranno i costi di produzione intensificando i guadagni. Da un punto di vista energetico, le intenzioni di tutela ambientale si traducono in risparmio economico: ridurre la spesa energetica per abbattera le emissioni di gas serra ma anche per garantire sostanziali risparmi economici all’azienda.

Lo abbiamo visto con l’azienda Tellus e il suo software di gestione aziendale per l’ottimizzazione dei costi, ma lo vediamo anche con l’energy manager, una figura professionale nuova, un professionista che mira a incrementare i guadagni aziendali attuando politiche di efficienza e risparmio energetico.

E’ così che si torna di nuovo a sentire parlare dell’energy manager. Di nuovo? Sì, in effetti questa figura professionale non è così nuova, è nata nel 1973 in concomitanza con la crisi petrolifera. Oggi se ne parla in concomitanza con la crisi energetica e la crisi economica che attanagliano l’intero globo.

Essendo una figura professionale già inquadrata, in Italia, l’energy manager è già riconosciuto tanto che, dal 1992 ne esiste una rete gestita, su incarico del Ministero dello Sviluppo Economico, dalla Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia. L’individuazione degli energy manager è operata ai sensi della Legge 10 del 1991.

Pubblicato da Anna De Simone il 12 aprile 2012