Economia solidale: con Desbri è a portata di mano

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Economia Solidale, sul territorio e nel territorio, grazie ad una rete di associazioni, GAS, cooperative sociali e di commercio equo. A credere nell’Economia Solidale ci sono anche Slow Food, Arci, consorzi di cooperative e altre realtà no-profit. A Monza e Brianza sono unite nel DESBri, il Distretto di Economia Solidale attivo dal 2004, che vuole cambiare il modo di fare economia. Anche i singoli cittadini possono fare qualcosa perché l’aggettivo solidale si affianchi al sostantivo economia, rendendo il mondo più sostenibile. Chiunque può quindi promuovere una economia solidale per sé e per gli altri, diventando socio DESBri o aderendo ad un’organizzazione già socia. I progetti e le idee non mancano, l‘economia solidale non è un’utopia ed è presto dimostrato qui, in 7 punti e molte linee guida, semplici ed attuabili.

1) Qual è lo scopo del Distretto di Economia Solidale (DESBri)?

Da definizione, “un Distretto di Economia Solidale è una rete in cui i soggetti partecipanti si aiutano a vicenda per soddisfare quanto più possibile le proprie necessità di acquisto, vendita, scambio e dono di beni, servizi e informazioni, secondo principi ispirati da un’economia solidale, locale, equa e sostenibile“. Il Distretto di Economia Solidale della Brianza (DESBri), è una associazione nata a fine 2004, grazie all’associazione culturale di Villasanta La Mondolfiera e al nodo della Rete di Lilliput di Monza e Brianza.



2) Quali sono le principali attività di Distretto di Economia solidale? Come si può entrare a farne parte?

Attraverso progetti e attività concrete, il Distretto di Economia Solidale vuole costruire nuovi modelli che rispettano il valore del lavoro, la sostenibilità ambientale e la sovranità alimentare. Ciò avviene con progetti specifici per ricostruire filiere produttive su basi economiche fiduciarie, come nel caso di Spiga & Madia. Ma il Distretto di Economia Solidale è impegnato anche nella promozione di imprese sociali, come per “Un sorriso per tutti”, progetto legato a cure dentali, dove una cooperativa sociale, già impegnata nel terzo settore, allarga il proprio patto fiduciario ai consumatori critici, così che si riesca a mantiene qualità nel lavoro e prezzi calmierati per tutti.

3) Avete citato “Spiga & Madia”: di cosa si tratta? che risultati ha finora raggiunto questo progetto del Distretto di Economia Solidale?

Spiga & Madia è un progetto di filiera corta di pane e farina per dare valore alle aree periurbane. Il Distretto di Economia Solidale mira così a dimostrare le contraddizioni della provincia di Monza e Brianza, invasa da asfalto e cemento, che, da tempo, si è dimenticata il valore della sovranità alimentare e della possibilità di produrre cibo di qualità nel territorio brianzolo. Nei campi di Caponago, dove il progetto è nato, sono stati convertiti a biologico 12 ettari di terreno che in regime di rotazione delle colture ha dato la pane di qualità a 600 famiglie con una filiera di raggio 50 km. Purtroppo da quando si sta costruendo il casello della Tangenziale Est Esterna di Milano (TEEM), la produzione è stata spostata su altri fazzoletti di terra e siamo alla ricerca di nuovi spazi da convertire su cui coltivare il frumento biologico.

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4) Foto GAS: di cosa si tratta ?

E’ un progetto lanciato nel periodo degli incentivi legati alla produzione del fotovoltaico. Il Distretto di Economia Solidale facilitava la relazione tra un gruppo di “gasisti” intenzionati ad installare sul tetto della propria abitazione un impianto fotovoltaico e due aziende installatrici, socie DESBri. Ora che gli incentivi sono finiti, non siamo riusciti ancora a scrivere un patto che possa legare un’azienda in grado di compere questi lavori e i consumatori organizzati nella rete dei Gas della Brianza.

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5) Come si aderisce al Distretto di Economia Solidale? Con che vantaggi?

Possono diventare soci del Distretto di Economia Solidale sia le persone fisiche che le persone giuridiche. Le prime hanno diritto ad una tessera socio che garantisce convenzioni per sé e per i famigliari. I soci sono costantemente aggiornati su novità e progetti che ruotano attorno all‘economia solidale, ricevono i verbali di Consiglio e possono partecipare a gruppi di lavoro e riunioni di consiglio aperte e in un’area riservata del sito possono accedere a contenuti per aggiornarsi sui progetti. Oltre a tutto questo, le persone giuridiche socie del Distretto di Economia Solidale possono pubblicizzare gli eventi e le news della propria organizzazione sul sito, stringere convenzioni e patti di solidarietà con il Distretto di Economia Solidale e, grazie al Fondo di Solidarietà del Distretto, possono valorizzare il proprio impegno per la responsabilità sociale.

6) Monza Bike Friendly: spieghiamo il progetto?

Si inserisce in un programma di interventi denominato “Monza emozione vera – Monza true emotion” nell’ambito del bando di Regione Lombardia sui “Distretti di attrattività”, con l’obiettivo di migliorare quella del territorio di Monza, in vista di EXPO 2015. Monza Bike Friendly vede collaborare il Distretto di Economia Solidale con il Comune di Monza per creare una rete bike friendly mirando allo sviluppo del turismo ciclabile in città. Abbiamo coinvolto tutti gli operatori del territorio che si occupano a diverso titolo di bicicletta per far loro conoscere i servizi già esistenti stimolandoli a creare sinergie. Come Distretto di Economia Solidale stiamo coinvolgendo locali ed esercizi commerciali perché diventino dei punti “Bike Friendly” al servizio dei cicloturisti in città.

7) Chi vi può aderire?

Tutti gli operatori legati al mondo della bicicletta possono aderire e andrebbe fatto al più presto: i tempi sono piuttosto stretti. Anche per ristoranti, bar, alberghi interessati a diventare un punto “Bike Friendly” così da comparire come tali nel materiale promozionale: basta impegnarsi a fornire al cicloturista uno o più fra i servizi da noi suggeriti. Disponibilità di una pompa per il gonfiaggio o di strumenti di riparazione, possibilità di parcheggio bici, eventi di cicloturismo, caffè gratis o scontato per i ciclisti, o un “pieno” di borraccia, doccia e/o spogliatoio, o armadietto, distribuzione di materiale turistico di Monza, possibilità di ricarica gratuita delle bici a pedalata assistita o disponibilità di ospitare un punto di ciclofficina mobile. Monza Bike Friendly è una bella opportunità per promuovere ed incentivare l’utilizzo della bicicletta anche per i monzesi stessi oltre che per il turista, perché i servizi potrebbero restare anche dopo l’Expo facendo di Monza una città a misura di bici.

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Pubblicato da Marta Abbà il 19 febbraio 2015