Ecomission: scooter e colonnine per viaggi green

Eco-mission

Veicoli a due ruote, elettrici, e colonnine di ricarica: Ecomission ne ha fatto una missione, guardando all’Italia ma anche a Grecia, Spagna e Francia con il suo Ecojumbo che non ha pari in tutta Europa. Per problemi più burocratici che tecnici, spiega Walter Pilloni, presidente e amministratore delegato di Ecomission, “attualmente non abbiamo ancora installato colonnine, ma abbiamo in progetto di installarne 10 entro la fine del 2013 a Genova”. Si tratta di colonnine da attivare con una scheda di riconoscimento personale, a erogazione gratuita perché “Stiamo convincendo i gestori di alberghi, ristoranti e centri commerciali a integrare il costo delle ricariche all’interno dei propri servizi e non farli ricadere sul cliente finale”.

1) Quando nasce Ecomission?  Quali sono stati i primi prodotti?

Ecomission è un ramo d’azienda di Teknit Srl: il progetto Ecomission è nato nel 2007 con la mission di commercializzare in Italia veicoli elettrici. Il primo prodotto è stato uno scooter di categoria L1 (ciclomotore) fabbricato in Cina e sviluppato nella nostra sede di Genova. Una volta compreso che il mercato chiedeva mezzi più prestazionali siamo passati nel 2010 ad Ecojumbo, un vero motociclo (categoria L3) con prestazioni ragguardevoli pari a quelle di un tradizionale scooter 125 a benzina, con una velocità di punta di 90km/h. Con l’inaugurazione della nostra fabbrica nell’ottobre 2012 ci siamo quindi trasformati da importatori e veri e propri produttori di scooter elettrici, con l’obiettivo di realizzare un prodotto sempre più competitivo e che soddisfi le esigenze di tutti. 

2) Con quale peculiarità vi presentate sul mercato?

Oggi Ecomission si presenta sul mercato con una visione completa delle problematiche legate alla diffusione di questo nuovo stile di vita. Il progetto oltre che esaminare veicoli a due ruote guarda con forte interesse alle infrastrutture di ricarica. La R.E.P. di Ecomission è una colonnina di ricarica elegante e versatile che si attiva con una scheda di riconoscimento personale. L’erogazione dell’energia sarà gratuita. Stiamo infatti convincendo i gestori delle diverse attività (alberghi, ristoranti, centri commerciali, ecc) a cui verranno fornite le colonnine a integrare il costo delle ricariche all’interno dei propri servizi e non farli ricadere sul cliente finale.

3) Nel proporre colonnine di ricarica quali difficoltà di tipo amministrativo-legislativo incontrate?

I problemi legati al posizionamento delle colonnine nei centri urbani riguardano la necessità che l’amministrazione pubblica snellisca le pratiche burocratiche e ne favorisca il posizionamento. La principale difficoltà è legata ai tempi per l’ottenimento delle autorizzazioni necessarie all’installazione e, nel caso delle colonnine pubbliche, anche per l’individuazione dell’area in cui localizzarle. Si tratta di autorizzazioni che devono essere concesse dalle amministrazioni locali, in particolare da parte dei Comuni.

4) Esistono anche delle difficoltà tecniche o delle condizioni di tipo ambientale?

Non vi sono particolari difficoltà tecniche o ambientali. Chiaramente le colonnine devono essere installate in un’area di sosta, in cui vi siano gli spazi adeguati per parcheggiare gli scooter durante la fase di ricarica. Attualmente non abbiamo ancora installato colonnine, ma abbiamo in progetto di installarne 10 entro la fine del 2013 a Genova. Per questo progetto stiamo anche attendendo di ricevere un contributo europeo.

5) Qual è oggi il vostro prodotto più green, di punta, e perché?

L’articolo più richiesto è Ecojumbo, da due anni è lo scooter green più venduto in Italia. Ecojumbo è la vera risposta alla mobilità urbana senza rinunciare alle medesime prestazioni dei veicoli endotermici. E’ potente,sicuro e affidabile oltre che molto di tendenza per la sua linea giovanile e filante. La versione 5000w raggiunge i 90km/h ed è in grado di percorrere fino a 70 km con una ricarica.

6) Come vi proponete sul mercato: qual è il vostro target? E che feedback ricevete?

Il nostro target è costituito da professionisti, sui quarant’anni di buona estrazione culturale che utilizzano lo scooter elettrico per spostarsi da casa a lavoro. La scelta di vendere direttamente lo scooter ad un prezzo di fabbrica senza utilizzare costosi intermediari commerciali si è rivelata, in questo momento di crisi, la scelta vincente. Infatti disponiamo di una rete di testimonial sul territorio nazionale che ci consentono di evitare l’apertura di veri e propri spazi commerciali, riducendo così la catena distributiva e riducendo al massimo i costi. Il feed back è molto positivo e in continua crescita. Nel 2012 in Italia sono stati venduti circa mille veicoli elettrici a due ruote (ciclomotori o motocicli) ed Ecomission ha rappresentato circa il 15% del mercato. I dati dei primi mesi del 2013 ci vedono in crescita e contiamo di mantenere questo trend per tutto l’anno.

7) Confronto tra mercato italiano e mercato europeo: differenze? Best practices?

In Europa non vi è praticamente nulla di somigliante a Ecojumbo ed è per questa ragione che stiamo guardando oltre i confini nazionali per incrementare le vendite. In particolare abbiamo già avuto contatti in Grecia, Spagna e Francia per stipulare degli accordi commerciali. La nostra volontà è quella di creare una fabbrica in tutti i paesi in cui andremo a vendere i nostri scooter, in modo da sostenere la domanda con la stessa produzione locale. L’unicità di Ecojumbo sta nel fatto di saper conciliare elevati standard di prestazione e di innovazione con un prezzo decisamente competitivo. Per fare un esempio entrerà presto in commercio uno scooter elettrico della BMW il cui costo si aggirerà sui 12.000 euro, 9.000 in più del nostro Ecojumbo.

Pubblicato da Marta Abbà il 11 marzo 2013