Cina, tra tensioni popolari e aria pesante

In Cina, l’industrializzazione e l’urbanizzazione incalzano senza alcun riguardo per l’inquinamento del suolo, dell’aria e dell’acqua. Chen Jiping è un ex membro del Comitato degli affari politici e legislativi e in una recente dichiarazione rilasciata ai media locali, ha affermato che non sono i diritti umani a creare malcontento ma è l’inquinamento la principale causa di disagio sociale nel Paese mandarino.

Chen Jiping è l’esponente principale del partito popolare cinese e durante una Conferenza politica ha affermato: “Se il governo vuole costruire un impianto e se questo impianto può causare il cancro, i cittadini come possono mantenere la calma?”.

Quando si tratta di questioni ambientali, la Cina ha numerosi scheletri nell’armadio e l’aria si fa pesante, anzi, irrespirabile! Basterà pensare all’industria nucleare cinese che è in piena espansione, alle emissioni di CO2 con stime e dati ufficiali molto sospetti, o ancora, all’amianto che viene lavorato in fabbriche a cielo aperto, non troppo lontane dai centri cittadini.

Forse l’Eternit in Italia non è più un grosso problema, ma nel mondo, sono 294 le persone che ogni giorno muoiono a causa dell’esposizione all’Amianto. A questo link vi è una raccolta firme per sollecitare l’Organizzazione Mondiale della Sanità a scendere in campo contro l’asbesto cinese.

Nel luglio del 2010 la BBC dedicò un servizio alle condizioni allarmanti in cui i lavoratori cinesi trattavano l’amianto. In Cina ci sono 100 imprese che trattano Amianto, le leggi che regolano l’uso dell’asbesto sono numerose ma non vi sono controlli. E’ questo è ciò che capita anche con l’industria nucleare. Finalmente il governo cinese sembra preoccuparsi delle pressioni cittadine anche se i provvedimenti sono fin troppo esili.

Pubblicato da Anna De Simone il 11 marzo 2013