Disoccupazione giovanile e Governo Monti

Il governo Monti sta cercando di apportare nuovi piani di ammortizzazione sociale e più flessibilità per aumentare le possibilità di lavoro tra i giovani. La crisi del mercato occupazionale colpisce tutte le fasce di età ma i più a rischio sono gli under 35. Mentre Monti cerca riforme e pone il suo sguardo altrove, nessuno sembra vedere i piani che porterebbero maggior posti di lavoro risolvendo al contempo il problema rifiuti in Italia.

Una corretta gestione dei rifiuti potrebbe portare 400.000 posti di lavoro entro il 2020. Per agevolare la situazione lavorativa dei giovani italiani, il Governo Monti dovrebbe pensare a bloccare tutti i meccanismi che prevedono lo smaltimento illegale dei rifiuti che non solo danneggia l’ambiente ma arricchisce le casse dei malavitosi e aumenta il numero dei lavoratori a nero e non garantisce alcuna tutela sul lavoro.

L’Italia non dispone di infrastrutture adeguate per la raccolta differenziata e l’allestimento di queste potrebbe muovere un business con la creazione di un settore forte garantendo così migliaia e migliaia di posti di lavoro. La strategia che sta attuando il governo Monti mira allo sviluppo di figure professionali più forti, invece di agire creando posti di lavoro in modo diretto, il governo Monti ha lanciato le cosiddette ssrl, società che possono essere fondate dai giovani in modo agevolato.

Le ssrl sono società semplificate a responsabilità limitata, tali società possono essere attivate senza limiti drastici di capitali. Prima per fondare una società occorreva almeno un patrimonio di 10.000 euro. Per le ssrl non ci sarà bisogno di costi notarili e vi saranno anche meno controlli e verifiche. Fondare una società sarà più facile ma in questo modo, con meno controlli e verifiche, non sarà più facile anche per le attività malavitose mettere le mani su un nuovo strumento?

L’ideale per un giovane professionista che ha voglia di fare e muoversi nel settore imprenditoriale, sarebbe quello di fondare un’attività che sia ecologicamente adeguata. Per i piani aziendali sostenibili, infatti, sono presenti incentivi ad hoc, ne sono un esempio le tariffe incentivanti previste dal Conto Energia, dedicate a privati, piccole o grandi aziende. Insieme agli incentivi per i progetti sostenibili, i giovani potrebbero accedere anche ai fondi europei per l’imprenditoria giovanile.

Maggiore accessibilità alle professioni, imprese pensate per i giovani, nuovi piani di ammortizzazione…. ma la green economy? Green economy non significa solo investire nelle rinnovabili. Un piano di gestione dei rifiuti rientra nella green economy come la valorizzazione dei beni paesaggistici e naturalistici del nostro Paese. Sembra che nel settore lavorativo, il governo Monti stia sottovolutando troppo il ruolo della green economy.

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Pubblicato da Anna De Simone il 15 marzo 2012