Detersivi e sgrassanti naturali

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Si può pulire qualsiasi superficie della casa con detersivi e sgrassanti naturali senza usare prodotti aggressivi che inquinano le acque e irritano la pelle. Sul mercato si trovano detersivi ecologici e detergenti per superfici lavabili a base per esempio di sapone di cocco e olio di palma, gesso, sale marino, estratti di camomilla e di calendula: puliscono molto bene, non sono abrasivi e non sono irritanti.

Tra i detersivi per servizi igienici che si trovano in commercio, quelli contenenti acido acetico sono preferibili a quelli a base di acido cloridrico; essenze di pino, limone, eucalipto e lavanda sono detersivi naturali che disinfettano in modo naturale meglio dei detersivi comuni. Preferire i prodotti realizzati a base di agenti naturali è una buona regola.

L’alternativa, praticabilissima da chiunque, è quella di prepararsi da soli detersivi e sgrassanti naturali per la pulizia della casa. Un impasto di bicarbonato di sodio e acqua oppure borace spruzzato su un panno umidi sono sgrassanti efficaci per bagni, acquai, piastrelle e piani di lavoro.

Per la pulizia dei servizi igienici si può versare aceto, lasciarlo per la notte e poi fregare con cura. Oppure usare come detersivo e sgrassante il solito buon bicarbonato di sodio, che pulisce e disinfetta in profondità ma anche con delicatezza.

Per convincersi a preferire detersivi e sgrassanti naturali basta ricordarsi che candeggina e ammoniaca inquinano l’acqua, distruggono i batteri buoni che decompongono i contenuti delle fognature e causano inoltre seri danni alle fosse settiche.

I composti del cloro, come l’ipoclorito di sodio presente in alcuni candeggianti, emettono vapori tossici irritanti per occhi, naso e gola. Candeggina e ammoniaca sono i due principali detersivi e sgrassanti di uso comune. La candeggina brucia la pelle ed è tossica se ingerita, alcuni sgrassanti specifici invece contengono ammoniaca e non vanno mescolati con la candeggina o con altri detersivi (soprattutto quelli per i servizi igienici) perché in questo modo libererebbero gas cloramminici molto dannosi per la salute e potenzialmente anche mortali.

Pubblicato da Michele Ciceri il 31 agosto 2013