Negli ultimi anni la popolazione di delfini comuni nel Golfo di Biscaglia mostra segnali sempre più preoccupanti. Le catture accidentali legate alle attività di pesca e altri fattori associati alle attività umane stanno incidendo in modo significativo sulla sopravvivenza della specie. Un recente studio scientifico ha evidenziato una riduzione significativa della durata della vita delle femmine, un dato che, insieme alla bassa fertilità, rappresenta una seria minaccia per l’equilibrio e la stabilità della popolazione.
L’aumento delle catture accidentali nel Golfo di Biscaglia

A partire dal 2016, nel Golfo di Biscaglia si è registrato un forte aumento delle catture accidentali di delfini. Durante il periodo invernale, centinaia e talvolta oltre un migliaio di delfini comuni (Delphinus delphis) morti vengono ritrovati spiaggiati lungo la costa atlantica francese.
Di fronte a questa situazione allarmante, nel 2023 il Conseil d’État ha confermato la necessità di adottare misure rigorose e adeguate. Tra queste rientra il divieto di pesca con attrezzi che possono provocare catture accessorie, applicato nuovamente nel Golfo di Biscaglia dal 21 gennaio al 20 febbraio 2026, dopo essere stato già introdotto nel 2024 e nel 2025.
Il ruolo dell’Observatoire PELAGIS nello studio dei delfini
L’Observatoire PELAGIS (La Rochelle Université – CNRS) ha ricevuto l’incarico di valutare la vitalità della popolazione di delfini negli ultimi vent’anni.
Questo lavoro è stato possibile grazie al Réseau National Echouages (RNE), una vasta rete nazionale di citizen science coordinata dallo stesso osservatorio e supervisionata da veterinari.
Ogni anno la rete registra il numero di delfini spiaggiati, mentre i suoi membri raccolgono anche campioni di tessuti biologici fondamentali per la ricerca scientifica e per il monitoraggio sanitario della specie.
I delfini come indicatori della salute degli oceani
Secondo i ricercatori dell’Observatoire PELAGIS, gli spiaggiamenti annuali rappresentano un segnale di profondi cambiamenti negli ecosistemi marini.
Questi cambiamenti interessano anche le specie che si trovano ai livelli più alti della catena alimentare, come i delfini. Proprio questa posizione conferisce loro il ruolo di sentinelle della salute degli oceani.
Una diminuzione della vitalità della popolazione di delfini è quindi considerata un indicatore di squilibri nell’ambiente marino.
Le difficoltà nello studio della demografia dei delfini
Analizzare la demografia del delfino comune rappresenta un compito complesso ma essenziale.
I ricercatori spiegano che, nonostante sia la specie di cetacei più diffusa nell’Atlantico nord-orientale, il delfino comune è estremamente mobile. Questa caratteristica rende difficile monitorare i singoli individui durante l’intero arco della loro vita.
Lo studio scientifico sulla riduzione della longevità
I campioni di tessuto prelevati dai delfini spiaggiati permettono agli scienziati di determinare l’età degli animali al momento della morte.
Questo lavoro accurato consente di raccogliere dati fondamentali per analizzare la vitalità della popolazione. L’Observatoire PELAGIS ha utilizzato queste informazioni sviluppando anche un modello innovativo, riconosciuto dalle comunità scientifiche internazionali.
Da questa ricerca è nato lo studio “Longevity Collapse in Dolphins: A Growing Conservation Concern in the Bay of Biscay”, pubblicato sulla rivista Conservation Letters.
L’analisi, condotta da un team di ricercatori dell’Observatoire PELAGIS, ha evidenziato un dato particolarmente preoccupante: tra il 1997 e il 2019 la durata della vita delle femmine di delfino comune è diminuita di sette anni.
Questa riduzione è associata all’aumento della mortalità legata alle attività umane in mare.
Bassa fertilità e mortalità precoce: un rischio per la popolazione
I risultati dello studio indicano che la longevità delle femmine di delfino comune nel Golfo di Biscaglia è passata da 24 a 17 anni nel giro di due decenni.
Le femmine iniziano a riprodursi intorno ai 7 anni e partoriscono un solo cucciolo ogni due o tre anni.
Questa fertilità limitata, combinata con una mortalità sempre più precoce, rappresenta una minaccia significativa per la sopravvivenza della popolazione.
Le richieste dell’Unione Europea e le misure di protezione
Secondo i ricercatori dell’Observatoire PELAGIS, la gravità di questa situazione demografica era già stata riconosciuta in precedenza.
Nel 2022 la Commissione Europea aveva infatti inviato una comunicazione formale alla Francia, chiedendo l’adozione di misure di protezione più rigorose. In seguito, richieste analoghe sono state rivolte anche a Spagna e Portogallo.
La definizione di politiche capaci di conciliare la conservazione dei delfini con lo sviluppo sostenibile delle attività umane, comprese quelle di pesca, continuerà a rappresentare una priorità nei prossimi anni.
